Imperia: il roost dei gufi comuni


PRIMI RISULTATI DELLE RICERCHE NEL POSATOIO INVERNALE DI GUFO COMUNE, Asio otus, D’IMPERIA

Loris Galli & Silvia Launo
DIP. TE. RIS. – Università degli Studi, Corso Europa 26, 16132 Genova


A metà marzo 2003 G. Gindro & S. Bava segnalavano ad uno di noi (L. Galli) un roost di Gufo comune, Asio otus, su un Pino domestico, Pinus pinea, di un giardino alberato ad Imperia Porto Maurizio. Il sito, già frequentato negli anni precedenti (G. Gindro & S. Bava, com. pers.), risultava ormai ospitare solo pochi individui (8) rispetto al picco di presenze del pieno inverno. La località in questione, tra l’altro, ricade in una tavoletta IGM (103.IV.SO) nella quale non era noto lo svernamento della specie (MARANINI, 1998). Nell’inverno 2003-2004 il dormitorio è stato ispezionato nel corso di tre mattinate e vi si potevano contare 16 gufi, 10 dei quali sul suddetto Pino ed i rimanenti su un adiacente Carrubo Ceratonia siliqua (GALLI & SPANÒ, 2004); tuttavia la presenza di deiezioni e borre sotto altri due alberi di Pino domestico, entrambi a circa 25 m di distanza dal primo, lasciava presagire, benché non visibili, la presenza di ulteriori individui. L’ipotesi trovava conferma nella stagione successiva (inverno 2004-2005) quando, a fronte di un conteggio pomeridiano di una ventina di soggetti visibili su detti alberi, all’involo crepuscolare ne venivano censiti più del doppio: massimo 51 il 28.01.2005 (tra le 17.58 e le 18.20) ad opera di tre rilevatori (i due autori e F. Demicheli) dislocati in modo da poter controllare tutta l’area. Valori analoghi sono stati ottenuti il 04.01.2006 (49, oss. M. Beggiato, E. Borgo, C. Galuppo, L. Galli, S. Launo, M. Schiavi) ed il 21.01.2006 (50, E. Critelli, com pers.). I rilevamenti sulla direzione d’involo hanno consentito l’individuazione di due sole direttrici: una principale verso nord (ca. il 70% dei soggetti) ed una secondaria (il restante 30%) verso ovest.

Sotto i posatoi sono state complessivamente raccolte, a partire dal marzo 2003 diverse centinaia di borre. In mancanza di altri dati sull’alimentazione della specie in Liguria, vengono qui presentati i risultati preliminari ottenuti in base all’analisi di un primo campione (N: 125) delle stesse. L’identificazione dei Micromammiferi si è basata sul confronto di resti cranici ed emimandibole con le illustrazioni e descrizioni riportate in TOSCHI (1965) e NAPPI (2001); per gli Uccelli, invece, ci si è rifatti a MORENO (1985, 1986, 1987). I reperti determinati, sono quindi stati confermati per comparazione con le collezioni osteologiche del Museo Civico di Storia Naturale “G. Doria” di Genova (si ringraziano in proposito E. Borgo, G. Doria e R. Poggi). In particolare, il numero di prede è stato definito in base a quello dei corrispondenti reperti cranici.
Non sono stati rilevati resti di Insetti ed altri Artropodi, né di Anfibi e Rettili: la predazione ha interessato esclusivamente piccoli Uccelli e Mammiferi. La valutazione delle biomasse è stata effettuata in base ai dati disponibili per la realtà geograficamente più prossima a quella in oggetto riportati in CRAMP (1988-1994) e NAPPI (2001). In base alle dimensioni dei reperti disponibili, per i Passeriformi indeterminati si è adottato un peso individuale di 17,5 g, e per i Roditori (Murinae) di 20 g.

Complessivamente (Vedi tabella e grafico sottostanti) sono state individuate 132 prede (87 Passeriformi e 45 Roditori), per una media di 1,06/borra; la biomassa media è risultata di 42,15 g/borra. In base a quanto rilevato, figura un contributo piuttosto rilevante, soprattutto come numero d’individui predati (65,91%), ma anche come biomassa (30,40%), degli Uccelli (Passeriformi) in parziale contrasto con la prevalenza più o meno netta di Mammiferi (Roditori in particolare) documentata per la specie sia in generale (MIKKOLA, 1983; CRAMP, 1985; PINI, 1986; CAPIZZI & RIGA, 1998; PIROVANO et al., 2000; RUBOLINI et al., 2003), che, più in particolare, a livello di roost invernali in Italia (GALEOTTI & CANOVA, 1994; ALOISE G. & SCARAVELLI D., 1995; MALAVASI et al., 1995). D’altro canto, fatta eccezione per il caso di Stupinigi (TO) ove BERTOLINO et al. (2001) individuavano un consistente picco di predazione di Uccelli nei mesi estivi, altri Autori ne hanno riscontrato una proporzione piuttosto alta nella dieta invernale del Gufo comune in Italia. In particolare, MASTRORILLI et al. (1999) e MASTRORILLI & BARATTIERI (2001), per 4 aree del Bergamasco nel primo caso, e per 45 siti italiani nel secondo, hanno registrato percentuali in numero ed in biomassa di Uccelli nella dieta invernale dei gufi comuni confrontabili alle nostre. In entrambe gli studi sopraccitati, prede elettive, almeno in termini numerici, risultano i passeri (Passer sp.) seguiti da Fringillidi (Cardellino in primis) e piccoli Turdidi (Pettirosso in particolare). In termini di composizione specifica, pertanto, il caso da noi esaminato differisce da quanto noto in letteratura per la dominanza della Capinera Sylvia atricapilla.
Per quel che riguarda invece i Mammiferi, a fronte di una generale consistente presenza dei generi Apodemus e Rattus, confermata per il roost d’Imperia ove risultano pressoché esclusivi, si deve segnalare il mancato rinvenimento nel sito ligure di resti di Microtini, altrove abbondanti (es. BERTOLINO et al., 2001) se non dominanti (ALOISE & SCARAVELLI, 1995; MALAVASI et al., 1995) tra le prede invernali.

? = esemplari d'incerta determinazione

 


BIBLIOGRAFIA

Alcune foto al roost di Imperia

Altre informazioni generali sul gufo comune ed altri notturni in Liguria


Genova - febbraio 2006