Lesbos: maggio 2009

 

  

 

 

 


 

Grecia  16 - 22 maggio 2009

Un viaggio di
Laura Marocchi, Paolo Casali, Gabriella Motta

 

 
testo di Gabriella Motta
foto di Gabriella Motta e Paolo Casali (dove indicato)
grafica di Ennio Critelli

UNA SETTIMANA A LESBOS

 

 

 
Saffo

 

 

 Arriviamo sulla più grande isola dell’Egeo Nord-Orientale alle undici di sera del 16 maggio 2009.
Gli aerei hanno ritardato ed il viaggio è durato molto più del previsto.
La nostra paura è di non trovare più aperta la piccola agenzia che deve consegnarci la macchina presa a nolo.
L’albergo prenotato dista circa una quarantina di km dall’aeroporto e l’idea di perdere una mezza giornata a tornare a recuperare la vettura non ci fa molto piacere.
Le nostre preoccupazioni svaniscono non appena scendiamo dall’aereo...siamo in vacanza!

Siamo a Lesbos, mitica isola greca conosciuta soprattutto dai birdwachers inglesi ed olandesi. E’ il profumo inebriante delle tamerici, dei caprifogli e delle piante aromatiche mediterranee che ci rende immediatamente ben disposti ad affrontare qualsiasi inconveniente.
L’aria satura i nostri sensi e ci rigenera.


                        Castagneto                                                         Limonium                     

Recuperiamo per fortuna l’automobile e ci mettiamo in marcia, alla ricerca del nostro albergo a Skala Kallonì.
L’impatto con la segnaletica è subito drammatico: complice il buio, non troviamo le indicazioni e le svolte per giungere alla nostra località.
Scopriremo nei giorni seguenti che  il punto peggio segnalato è proprio quello che porta all’aeroporto e viceversa. 

I siti visitati sono quelli ormai battuti da anni dai birders inglesi, la carta dell’isola indica altre zone che potrebbero essere interessanti dal punto di vista ornitologico, ma ogni volta che ci portiamo al di fuori dei circuiti classici notiamo che le specie e le quantità si riducono notevolmente.
Siamo già avanti come stagione, per gli inglesi questa è l’ultima settimana buona di birdwatching nell’isola, molti migratori sono già transitati, molte specie nidificanti hanno già abbandonato i nidi. Ma alcune specie arrivano proprio in questo periodo. Una in particolare sta a cuore a Paolo e a Laura: lo STORNO ROSEO.
Nelle settimane precedenti nessuno lo ha ancora visto.

L’albergo in cui scegliamo di soggiornare è il Kalloni Hotel a SKALA KALLONI.
E’ uno dei due alberghi di Skala frequentato dai birdwachers, infatti, sul bancone della reception, un grosso quaderno dalla copertina rigida riporta tutti gli avvistamenti, o almeno quelli che i birders ritengono più interessanti e che decidono di condividere in tempo reale con tutti gli altri ospiti.
Anche noi durante la settimana avremo occasione di segnalare  osservazioni degne di nota. Davanti all’albergo, un’area umida viene tenuta sotto controllo giorno e notte, nulla sfugge ai birders e per gli inglesi suscita notevole interesse un CANNARECCIONE, giunto a metà settimana.
Altre presenze: una coppia di MARZAIOLE con i pulcini, una coppia di CAVALIERI D’ITALIA, due SGARZE CIUFFETTO, una coppia di TARABUSINI, GALLINELLE D’ACQUA, CANNAIOLA, CANAPINO PALLIDO, PASSERA SARDA, USIGNOLO, USIGNOLO DI FIUME, CAPPELLACCIA, STRILLOZZO.

L’albergo si trova in una posizione centrale rispetto ai siti dove fare birdwatching, per cui organizziamo le giornate prevedendo di uscire alle 6 del mattino a fare i primi avvistamenti e a cercare le specie nuove, tornare un po’ prima delle 10 a fare colazione (orario ultimo in cui la servono, un buffet ricco e ottimo che a quell’ora per noi diventa una sorta di pranzo), e uscire di nuovo, magari a cercare le località per i giorni successivi.
 

KALLONI EAST RIVER


                                                            Kalloni east river                                                   

Abituata a vedere torrenti e fiumi liguri cementificati, rimango impressionata dai corsi d’acqua che solcano le ampie valli dell’isola.
In particolare il Kalloni East River, è uno dei siti più interessanti per il birdwatching.
Due sterrate, una per sponda, percorrono l’ultimo tratto del fiume.
Ciò ci permette di fare birdwatching a tutte le ore del giorno mantenendo il sole alle nostre spalle.
Qui però c’è un via vai di auto cariche di birders, ma basta uscire dall’albergo alle 6 del mattino per avere qualche ora di vantaggio sugli altri gruppi e godere dei primi profumi e dei primi canti.
Cardi e  tamerici  rivestono le sponde del corso d’acqua, mentre i campi circostanti sono tinti da rosse pennellate di papaveri.


                                                   nel riquadro: GRUCCIONI                                                  

Percorrendo le sterrate veniamo accompagnati dal canto incessante di CAPPELLACCE, ZIGOLI CAPINERI, CANAPINI PALLIDI, USIGNOLI DI FIUME.
Sui campi cacciano i GRUCCIONI.
Una CIVETTA sembra osservare la scena dal tetto di un casolare, mentre un’ AVERLA CENERINA rimane appostata sul filo spinato che delimita una proprietà privata in attesa di una preda.


                   CAPPELLACCIA                                                  CANAPINO PALLIDO                 

Alla foce dell’East River Paolo riesce a scorgere l’elusivo USIGNOLO D’AFRICA (Cercotrichas galactotes ssp syriacus).


                                                     USIGNOLO D'AFRICA (foto P.Casali)                                  

Sempre alla foce osserviamo posati su un sottile lembo di fango, STERNE COMUNI e BECCAPESCI.
CUTRETTOLE della ssp. feldegg cacciano insetti sulle sponde del fiume, così come i FRATICELLI, i CORRIERI PICCOLI, i TOPINI, ogni specie con diverse tecniche di caccia.
Non di rado passano CICOGNE BIANCHE e NERE.
Il sito è così vicino all’albergo che conviene visitarlo più volte, ogni giorno c’è la possibilità di avvistare nuove specie, come ad esempio gli STORNI ROSEI (Sturnus roseus), giunti sull’isola probabilmente a metà settimana, affamati, e visibili con un po’ di fortuna sui grandi gelsi intenti a nutrirsi dei frutti, lungo le sterrate limitrofe al corso d’acqua.


                                                                 STORNO ROSEO                                                    


 

SALINE DI KALONI

 
                                              dintorni delle saline di Kalloni                                                    

Poco più avanti dell’East River, guadando il fiume e proseguendo su una sterrata perpendicolare ad esso, si arriva alle Saline di Kalloni.
Naturalmente, guarda caso, anche questo è un sito da visitare al mattino, un po’ per l’esposizione e un po’ perché è uno dei siti più battuti.
C’è un capanno sopraelevato che permette la visione dall’alto di tutta l’area.
Guardando dalle finestrelle del capanno, si ha la veduta sulle saline “lato monte”, da questa postazione abbiamo visto i FENICOTTERI, le AVOCETTE, due PIOVANELLI TRIDATTILI, e moltissimi GAMBECCHI, PIOVANELLI, CAVALIERI D’ITALIA, COMBATTENTI, FRATICELLI, STERNE COMUNI, FRATINI sul canale che percorre il bordo strada, ed altre specie, più vicine, dal lato opposto, guardando dalla scala.


                           saline di Kalloni - nei riquadri GAMBECCHI e CAVALIERE D'ITALIA                 


                    COMBATTENTE                                                          PIOVANELLO                       

Ma per vedere il “lato mare”, conviene abbandonare il capanno e proseguire ancora qualche centinaio di metri, prendere una strada che svolta a destra e fermarsi. Le specie che si vedono in quest’area sono tantissime, ogni giorno si scopre qualcosa di nuovo, per noi osservare 26 CASARCHE tutte insieme, con 6 MIGNATTAI che pascolano davanti a loro, SPATOLE, CICOGNE NERE e BIANCHE, i MIGNATTINI PIOMBATI ed altre sterne mentre compiono acrobazie in volo, è uno spettacolo impareggiabile.
Qui riusciamo a vedere anche una PAVONCELLA ARMATA (Vanellus spinosus) e due PERNICI DI MARE (Graleola pratincola).
Sulla sinistra, poco dopo aver imboccato la svolta a destra che ci permette di osservare l’area umida lato mare, c’e’ un’altra sterrata che porta ad un’area incolta, più secca.
Qui, lungo la sterrata possiamo osservare una CALANDRELLA, un altro USIGNOLO D’AFRICA, e lontano ed elusivo da morire, uno splendido OCCHIONE.
Pochi sono i rapaci che osserviamo, tra questi un FALCO DI PALUDE ed un bellissimo FALCO DELLA REGINA (Falco eleonorae).
 


                           SPATOLE                                                        CASARCHE                          


 

 

PETRA - MOLIVOS


La strada che corre tra i due centri urbani, oltre ad essere estremamente panoramica, rappresenta la tratta migliore per poter vedere la SILVIA DEL RUEPPEL (Sylvia rueppelli).
La costa è ricca di promontori che si insinuano in un mare calmo, liscio, quasi immobile, tale da rifletterne l’immagine fino a riprodurre fedelmente ogni singola roccia ed ogni singolo cespuglio.
Lungo la costa, una rigogliosa macchia mediterranea, offre la possibilità ad alcune coppie di Silvia del Ruppel di nidificare.
Ci sono un paio di spiazzi in cui parcheggiare lungo il tragitto.
Da entrambi i parcheggi, si possono sentire e vedere le Silvie.
Ovviamente è più facile osservarle...al mattino presto!
Qui nidifica anche la BIGIA GROSSA ORIENTALE (Sylvia crassirostris) che non tarda a farsi vedere.
Sugli scogli a picco sul mare, una coppia di PASSERI SOLITARI, si alterna ad altre vedette: le MONACHELLE.
Immancabili gli ZIGOLI CAPINERI e qui vediamo le nostre prime AVERLE PICCOLE.


                                                             ZIGOLO CAPINERO                                                    


Paolo riesce a fotografare l’elusiva GHIANDAIA (Garrulus glandarius ssp. Atricapillus), nell’isola ne vediamo alcune, ma sono ancora più diffidenti che da noi!
Stamattina finalmente abbiamo la possibilità di vederla bene e di apprezzare le differenze della sottospecie medio orientale.


                                              GHIANDAIA ssp. Atricapillus (foto P.Casali)                                


                                               SILVIA DEL RUEPPEL (foto P.Casali)                                          


ACHLADERI

E’ il posto migliore dove poter osservare il PICCHIO MURATORE DI KRUEPER.


                                                    PICCHIO MURATORE DI KRUEPER                                       

In realtà non bisogna arrivare fino alla baia di Achladeri, ma fermarsi in una pineta, che, venendo da Kalloni, troviamo sulla sinistra.
Un punto di riferimento può essere un edificio abbandonato.
Noi abbiamo avuto la fortuna, non appena parcheggiato la macchina, di osservare due birdwatchers olandesi che si muovevano a passo sicuro verso una zona della pineta. Probabilmente c’erano già stati nei giorni precedenti, perchè sapevano dove si trovava il nido e si sono sistemati a debita distanza con obbiettivi puntati.
Un minuto più tardi c’eravamo anche noi.
Qui, all’interno della pineta, abbiamo visto anche la nostra prima AVERLA MASCHERATA, un bel maschietto.


 

POTAMIA VALLEY



Il torrente, la valle e le colline che la sovrastano, meritano di essere visitate, sia dal punto di vista paesaggistico che per la flora e la fauna.
Interessante la presenza di rettili.
Ci siamo fermati su un ponticello per vedere le RONDINI ROSSICCE e MONTANE in caccia, ed abbiamo trovato due specie di natrici, in acqua, tradite dal movimento lento: la NATRICE TESSELLATA (Natrix tessellata) e la NATRICE DAL COLLARE (Natrix natrix) specie interessate ad un altro ospite presente in abbondanza: la RANA VERDE MAGGIORE (Rana ridibunda).


                 Natrice tassellata                                             Natrice dal collare                          

Sulle rocce ai bordi del torrente, le CLEMMIDI (Mauremys caspica) si scaldano al sole, mentre lo STELLIONE (Agama stellio) sfrutta per la stessa funzione le rocce un po’ più distanti dal corso d’acqua.
Un fruscio tra i rami degli ulivi tradisce la presenza dello SCOIATTOLO DI PERSIA (Sciurus anomalus), mentre un lucertolone apode, lo PSEUDOPODO EUROPEO (Ophisaurus apoues) attraversa rapidamente la strada sterrata.
Un’orchidea cresce nel terreno arido, è la Orchis sancta...insomma un paradiso per chi ama la natura!


                                Stellione e, a destra, Orchis sancta - sotto: Psuedopodo                      

Salendo, il paesaggio cambia, si passa dall’uliveto al bosco misto di querce ed ulivi, qui riusciamo ad osservare il PICCHIO ROSSO MEZZANO e la CINCIA DALMATINA.
Come rapaci, sempre spettacolari i BIANCONI, non mancano le POIANE CODABIANCA.
 

NAPI  VALLEY

 

Anche questa è una bella e selvaggia valle, situata a nord di Skala Kallonis, ed è qui che andiamo alla ricerca del CANAPINO LEVANTINO.
Viaggiamo lentamente, con i finestrini abbassati, Paolo non perde un canto, ha studiato i richiami di tutte le specie nuove ed ha un orecchio veramente incredibile!
Prima ancora di vedere un birdwatcher appostato, Paolo sente il richiamo del canapino.
Ci fermiamo.
Cerchiamo tra le cime dei bassi e radi alberi e lo troviamo.
Posizioniamo i cannocchiali ed invitiamo il birder inglese ad osservarlo, lui era riuscito a sentirlo solo.
Ammiriamo il raro silvide accompagnati dal monotono canto dell’UPUPA.
In questa valle riusciamo a incontrare nuovamente il PICCHIO ROSSO MEZZANO, ma anche il PICCHIO MURATORE DI ROCCIA, il PICCHIO MURATORE, l’AVERLA MASCHERATA, lo ZIGOLO NERO, l’ORTOLANO GRIGIO, la TORTORA SELVATICA, la CINCIA DALMATINA.


                                                         AVERLA MASCHERATA                                                    


da PARAKILA ad ERESSOS

Il paesaggio in questa parte di isola è spettacolare.
Le rocce affioranti hanno una colorazione a tratti rosata, qui non c’e’ spazio per gli ulivi, la roccia è l’elemento incontrastato del paesaggio.
Il silenzio è interrotto dal canto di specie che si mimetizzano molto bene tra le rocce: specie che con un po’ di pazienza si riescono ad osservare: l’ORTOLANO GRIGIO, lo ZIGOLO CENERINO, il CHUKAR, il PICCHIO MURATORE DI ROCCIA, le MONACHELLE.


                                 CHUKAR                                                 ORTOLANO GRIGIO                  


            PICCHIO MURATORE DI ROCCIA                                      ZIGOLO  CENERINO             

PICCHIO MURATORE DI ROCCIA

video di Gabriella Motta


 

ERESSOS - MONASTERO DI IPSILOU

Questo itinerario mi ha permesso finalmente di vedere il CULBIANCO ISABELLINO.
Nell’isola è solo qui che si trova, precisamente nei pressi del Monastero di Ipsilou.
Il Monastero, arroccato sulla cima di un’aspra collina, non e’ l’unico manufatto umano, sono presenti in zona insediamenti militari, per cui è sconsigliato tirare fuori cannocchiali o macchine fotografiche.
Bella la presenza contemporanea di CULBIANCO ISABELLINO, CULBIANCO e MONACHELLA.
Il paesaggio è, tanto per cambiare, bellissimo.
Dal Monastero si può scendere verso Sigri, se non altro per ammirare un tratto di costa veramente suggestivo.


                                            CULBIANCO ISABELLINO (foto P.Casali)                                      
 



 


LINKS UTILI
 

http://www.lesvos.com/wildlife.html
http://www.ebnitalia.it/QB/QB003/lesbo.htm
http://athene-birdinglesvos.blogspot.com/
http://www.greekhotel.com/greekislands/lesvos/map.htm
http://www.magicaljourneys.com/Lesvos/lesvos-interest-birdwatching.html
http://www.birdtours.co.uk/tripreports/greece/lesvos.htm

 



Ringraziamenti

Si ringrazia Paolo Casali per le foto gentilmente concesse per questo articolo