Una foce nel Ponente


Il torrente Sansobbia
Albissola marina – (SV)

testo:  Gabriella Motta -  Marco Bonifacino
grafica: Ennio Critelli


Il torrente

Il torrente Sansobbia nasce da monte Beigua (1287m s.l.m.), in provincia di Savona, e sfocia ad Albissola. Non origina da sorgente, bensì da un bacino ubicato a sud ovest della cima del monte, a circa 1.000 m di altitudine. Oltre ad essere alimentato da acqua piovana, il torrente riceve un piccolo apporto idrico dalla condensazione dell’aria calda ed umida, proveniente dal mare, che si raffredda incontrando il massiccio del Beigua e si deposita, sotto forma di piccole goccioline, sulle fredde rocce percolando nelle fenditure e negli interstizi.
Il tratto più alto del Sansobbia raramente è asciutto, proprio per questo particolare fenomeno.
Il torrente impiega circa 23 km per raggiungere il mare e durante questo lungo viaggio si trasforma da ripido ruscello montano ad ampio e lento corso d’acqua.

Periodi


Il torrente si presta alle osservazioni durante tutto l’arco dell’anno, anche nei lunghi periodi in cui il letto rimane completamente asciutto.
Naturalmente i periodi di passo sono i migliori, ma se l’inverno è piuttosto freddo è possibile osservare lungo gli argini del torrente varie specie legate ad ambienti più montani.

Punti di osservazione: la foce


Per osservare gli uccelli alla foce ci si può posizionare lungo gli argini del tratto terminale, sul ponte pedonale o su quello carrabile. Altro punto interessante è direttamente dalla spiaggia (vedi punti contrassegnati dal pallino giallo).
Trattandosi di una zona molto frequentata sono numerose le interruzioni e commenti da parte dei passanti ma, in ogni caso, abbiamo notato che parlare con le persone e spiegare cosa stiamo facendo, spesso invitandole a condividere le osservazioni, porta ad un loro coinvolgimento emotivo importante.

Le specie della foce


Le specie contattate presso questa piccola ma importante foce sono molte e interessanti. Soprattutto durante i passi sono presenti vari limicoli, che effettuano soste più o meno prolungate: CAVALIERE D’ITALIA, CORRIERE GROSSO e PICCOLO, FRATINO, PAVONCELLA, PIVIERESSA, PIOVANELLO PANCIANERA, GAMBECCHIO, BECCACCINO, PETTEGOLA, PIRO-PIRO BOSCHERECCIO, CULBIANCO e PICCOLO sono osservabili regolarmente..
BECCACCIA DI MARE, PIVIERE DORATO, GAMBECCHIO NANO, PIOVANELLO, PIOVANELLO MAGGIORE, CHIURLO PICCOLO e PITTIMA MINORE sono meno frequenti.
La presenza di anatre non è generalmente abbondante, a causa dei bassi livelli dell’acqua, ma durante i periodi migratori non mancano gli avvistamenti di MARZAIOLE e MESTOLONI.
E’ possibile, inoltre, osservare qualche individuo svernante di MORIGLIONE, ALZAVOLA e FISCHIONE.

da sinistra in alto: Marzaiole, Porciglione, Fratino
sotto: Pantana, Corriere grosso, Garzetta


Per quanto riguarda i rallidi, sono soprattutto evidenti e numerose le GALLINELLE D’ACQUA, anche nidificanti, e non è raro vedere i più elusivi PORCIGLIONE (6 individui il  03/11/07), VOLTOLINO (E.Borgo) e SCHIRIBILLA.
L’abbondanza di piante igrofile favorisce varie specie quali USIGNOLO DI FIUME, LUI’ PICCOLO e MIGLIARINO DI PALUDE, nonché talvolta FORAPAGLIE CASTAGNOLO e PENDOLINO. 
Su un capannone ubicato sul lato orografico sinistro, a poca distanza dall'Aurelia, si staglia spesso la sagoma del PASSERO SOLITARIO.
Una presenza coloratissima ed immancabile è il MARTIN PESCATORE.
Tra i gabbiani che frequentano la foce, oltre ai GABBIANI REALI e ai GABBIANI COMUNI, spesso si osservano GABBIANI CORALLINI, nonché qualche GAVINA e ZAFFERANO.
Le sterne sono rappresentate dal BECCAPESCI, soprattutto in inverno, e dalla STERNA COMUNE durante le migrazioni.
Talvolta si osserva lo SVASSO MAGGIORE nuotare nel tratto di mare antistante la foce.

Punti di osservazione: l'interno


Un tratto interessante per le osservazioni si trova a circa 1-1.5 km dalla foce verso l’interno.
Una strada sterrata, percorribile a piedi, costeggia il greto del fiume permettendo le osservazioni da un punto di vista leggermente rialzato.
A sinistra di questa sterrata, inoltre, esiste un'area di prato incolto, di forma rettangolare, molto gradita ai passeriformi, specie in inverno, come area di nutrimento.
Per raggiungere questa zona seguire le indicazioni a fondo pagina.

Le specie dell'interno


In inverno, sulle sponde semiaride è possibile osservare TOTTAVILLE e ALLODOLE intente a nutrirsi dei semi delle piante erbacee riparali caduti a terra. Abbondanti, soprattutto in questa stagione, VERZELLINI, FRINGUELLI, CARDELLINI, MIGLIARINI DI PALUDE, PASSERE MATTUGIE, VERDONI, PISPOLE e SPIONCELLI.
Nei periodi più freddi non mancano FANELLI, PEPPOLE, LUCHERINI, ZIGOLI MUCIATTI e ZIGOLI NERI.
Uliveti ed orti presenti ai bordi del rio favoriscono la presenza di CINCIALLEGRA, CINCIARELLA, CINCIA DAL CIUFFO, REGOLI e FIORRANCINI, mentre l’incolto che si trova scendendo verso la foce, sulla sinistra, è frequentato da OCCHIOCOTTI, PASSERE SCOPAIOLE, SCRICCIOLI, PETTIROSSI, CODIROSSI SPAZZACAMINO, SALTIMPALI, CAPINERE e LUI’ PICCOLI.
Nel torrente, in presenza di acqua, è possibile vedere diverse specie di limicoli (già citati sopra), e di  ardeidi quali AIRONE CENERINO, GARZETTA, AIRONE GUARDABUOI, AIRONE ROSSO, AIRONE BIANCO MAGGIORE, TARABUSINO e SGARZA CIUFFETTO.
In periodo migratorio tra i ciotoli si aggirano le CUTRETTOLE e, spesso, compare qualche CULBIANCO, oltre alle immancabili BALLERINE GIALLE e BIANCHE.

da sinistra in alto: Stiaccino, Saltimpalo, Garzette e Guardabuoi
in basso: Peppola, Cavalieri d'Italia, Tarabusino

Soprattutto in  primavera qui si possono fare incontri con il CALANDRO, il CODIROSSO, il PETTAZZURRO e il BECCAFICO e, avendo fortuna, con rarità come lo ZIGOLO CAPINERO (un maschio avvistato il 24 maggio 2008).
Insieme a RONDINI e BALESTRUCCI si osservano TOPINI,  RONDINI MONTANE (anche svernanti) e qualche RONDINE ROSSICCIA.
Tra aprile e maggio passano spesso gruppi di GRUCCIONI: prima si sente il loro tipico verso e poi si vedono, piccole macchie di arcobaleno. In questo periodo compaiono anche la TORTORA e l’ UPUPA. 
I brevi tratti coperti da canne e da alte erbe vengono visitati da STIACCINI, CANNARECCIONI e STERPAZZOLE.
AVERLA PICCOLA e AVERLA CAPIROSSA stazionano spesso guardinghe sugli arbusti, mentre il piccolo BECCAMOSCHINO si esibisce in lunghi voli canori. Dalle zone di vegetazione fitta si odono i canti di USIGNOLO ed USIGNOLO DI FIUME.
In zona possono transitare diverse specie di rapaci, quali BIANCONI, AQUILE MINORI, FALCHI DI PALUDE, NIBBI, FALCHI PECCHIAIOLI, LODOLAI e FALCHI CUCULO, nonché specie stanziali quali GHEPPIO,  POIANA e SPARVIERE.

Comunque sia, come in tutti i posti dove si osservano gli animali, possono capitare  giorni in si riesce a vedere poco, ma è difficile che il Sansobbia non regali qualche avvistamento interessante all’osservatore attento.


Come arrivare:

 


FOCE

Uscire al casello autostradale di ALBISSOLA sulla A10.
Girare a destra, in direzione del mare fino ad immettersi nell'Aurelia girando a destra.
Percorrere poche centinaia di metri e svoltare nella prima stradina a sinistra.
Lasciare l'auto nei parcheggi (i primi a pagamento, più avanti i liberi)
I ponti (stradale e pedonale) si raggiungono a piedi.

INTERNO

Uscire al casello autostradale di ALBISSOLA sulla A10.
Girare a sinistra e superare una prima rotonda.
Alla seconda rotonda girare a sinistra in direzione Ellera e Luceto e proseguire fino all'altezza di un ponte (vedi mappa) raggiungibile svoltando ancora a sinistra, in direzione Grana.
Pochi metri prima dell'imbocco al ponte è possibile inserirsi, a sinistra, in una stretta via cieca chiusa da una sbarra in prossimità del fiume.
Da quel punto proseguire a piedi, in direzione mare, lungo la sterrata che fiancheggia il corso d'acqua.