Le peppole della Val Vigezzo



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orse non tutti conoscono "Peppolandia".

Si racconta che sia un paese che si trova a nord, un luogo dove, per lunghi mesi, non si sente più il fragore delle cascate, un luogo  dove gli alberi e gli animali cadono in lunghi letarghi e dove spesso, in questo periodo, un manto bianco ricopre ogni cosa.
In apparenza la vita, e ciò che l'alimenta, si ferma.
Ma gli uccelli, combattivi, rompono il silenzio.
A volte solo con un leggero battito d'ali, a volte con un breve vocìo, ma in questa stagione, con il freddo che ha la meglio sulla forza dirompente dell'acqua, con un freddo che è capace di imbrigliarla ed immobilizzarla in duri e gelidi e trasparenti cristalli, gli uccelli non si arrendono.

Siamo partiti alla ricerca di questo misterioso paese, dove si racconta che milioni di uccelli, chiamati peppole, ogni sera si radunano, riempiendo di vita, di colore e di calore la gelida valle.
Giungiamo a Peppolandia nel tardo pomeriggio di un giorno d'inverno, giusto in tempo per vedere i primi gruppetti composti da 100, 200 individui.
Danzano all'interno della valle, facendo fiorire ogni albero spoglio su cui si posano.
Si racconta che al tramonto il cielo viene oscurato dal passaggio delle peppole e, in effetti, non appena il sole scompare dietro i monti innevati, il cielo si oscura.
Migliaia, milioni di peppole arrivano vocianti e si sente il fruscio di mille ali passare sopra le nostre teste.
Alberi in apparenza morti cominciano ad animarsi: sembra quasi di avvertire lo spostamento d'aria provocato da masse compatte che esplodono in mille frammenti non appena ci sorvolano.

Che dire… "da quant'e' che non respiro?"
Non so, e' un'emozione davvero unica!
Peppolandia esiste.

(Gabriella Motta)


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