Oasi di Bolgheri

 

 

 

 

TOSCANA

28-30 DICEMBRE 2013

 

 

 

 
 

TOSCANA 2013
...ritorno alle oasi...

 

 

Un viaggio di
Ennio Critelli, Gabriella Motta, Marco Bonifacino, Gianmarco Accinelli
Luciana Norfo, Marco Esposito, Giuseppe Zanolo

 

 

  
testo di Ennio Critelli 
foto di G.Motta, M.Bonifacino, L.Norfo, GM.Accinelli, M.Espostito, G.Zanolo

video di E. Critelli
grafica di Ennio Critelli

 

 

   

 

 

 

 

foto Marco Esposito

 

 

Oasi di Bolgheri
30-12-2013
 


 


 

 

La mattina del 30 dicembre siamo pronti per l'utima tappa del nostro tour toscano.
Vogliamo chiudere in bellezza e, a questo fine, abbiamo deciso per un "classico": l'Oasi WWF di Bolgheri.

La possiamo visitare con una guida d'eccezione, il mitico Paolo Politi, figura storica del WWF, esperto di interventi e manutenzione ambientale, nonché valente birdwatcher.
Paolo ci introduce alla visita, raccontandoci non solo la storia della Tenuta (prima oasi privata in Italia: 1959!) ma, soprattutto, illustrandoci le peculiarità dei vari ambienti che la costi
tuiscono e che, nel tempo, sono stati preservati e valorizzati.
Si va dal prato umido all'incolto, dal bosco allagato ai coltivi, dalla costa marina agli stagni...
Grazie alla Tenuta San Guido, proprietaria dell'Oasi, tutto questo viene gestito in maniera equilibrata, coniugando, in modo economicamente remunerativo, le aree naturali con quelle a produzione zootecnica ed enologica.
Un esempio, ormai storico, che dimostra come protezione dell'ambiente ed attività economiche non siano per nulla antitetiche.
Non è un caso, quindi, se la zona é così naturalisticamente bella, tranquilla e ricca di animali.

La nota stonata proviene da oltre i confini della tenuta: sono i colpi di fucile esplosi
degli "amici degli animali"...

 

 
         vista del padule, pullulante di uccelli  (foto M.Esposito)    

 

La giornata è bella, anche se freddina, ma già durante la fase di avvicinamento alle zone allagate, attraversando dei vasti prati, possiamo godere di spettacolari avvistamenti di mammiferi.

Degli eleganti daini sono intenti a pasturare e, a distanza, controllano il nostro passaggio.

Ma i più simpatici sono diversi branchetti di piccoli e irsuti cinghiali, anche loro molto incuriositi dalla nostra presenza.
 

       Qui i cinghiali, come gli altri animali, trovano una specie di paradiso (foto M.Esposito)    

 

Per raggiungere i capanni attraversiamo dei bellissimi boschi allagati che, oltre ad ospitare una grande quantità di esseri viventi, sono un ottimo spunto per interessanti scatti fotografici.

 

      Bosco allagato  (foto GM.Accinelli)    

 

    Bosco allagato (foto G.Zanolo)   

 

    uno degli specchi d'acqua visibili da capanno   (foto L.Norfo)    

 

      un ambiente classico: il padule contornato dal canneto  (foto M.Esposito)  

  

 

       prato allagato, ambiente ideale per i limicoli    (foto M.Esposito)    

 

Restiamo per molto tempo all'interno dei capanni ad osservare e fotografare le Oche selvatiche, anatre varie, Fenicotteri, Pavoncelle, Pivieri dorati e Piovanelli pancianera e centinaia di Colombacci.

 

      (foto M.Esposito)     

 

     roost di Cormorani    (foto M.Esposito)    


Un
Falco di palude si fa ammirare bene, passando più volte sull'acqua, posandosi un poco per poi ripartire.
 

      (foto M.Esposito - GM.Accinelli)    

 

     voli di Pivieri dorati  (foto M.Accinelli)    

 

                Oche selvatiche   (foto M.Esposito)    

 

    altro capanno, altre osservazioni... (foto M.Esposito)   

 

     Mestoloni, maschi e femmine, in volo (foto G.Zanolo)  

 

Attraversiamo nuovamente una serie di boschi allagati e ci dirigiamo verso la costa attraversando una larga fascia di territorio boschivo.
 

    bosco allagato (foto G.Motta)   

 

Improvvisamente la macchia finisce ed il panorama si allarga su una larga spiaggia, attrezzata con piccole costruzioni in legno.
 

    (foto GM.Accinelli)   

 

Sulla spiaggia, dove consumiamo il pranzo prima di ripartire, possiamo rilassarci e goderci il tiepido sole.
Non trascuriamo, tuttavia, le osservazioni, che fruttano ancora due
Pivieresse intente ad alimentarsi sulla battigia.
 

  

 

  Natura morta  (foto M.Esposito)   
 

Frugando tra i sassolini e le conchiglie della riva ci imbattiamo in qualcosa di interessante ed insolito: un fragilissimo guscio di Argonauta.
 

   Argonauta (foto M.Bonifacino)   

 

 
 

 

 


video di Ennio Critelli   

v ideodi Ennio Crite

 

 

Che dire per concludere questo articolo?
Semplicemente che la Toscana e le sue aree umide (purtroppo praticamente inesistenti in Liguria) non delude mai
!


 

 



 

 

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