Spagna 2012 - 10 giugno

            

  

 

 

 

 

 

 

Spagna 03 -10 giugno 2012

 

Un viaggio in Estremadura

e nel Parco del rio Duratòn

di
Gabriella Motta, Marco Bonifacino, Ennio Critelli, Marco Esposito

 


 testo, grafica e video di Ennio Critelli
foto di Gabriella Motta, Marco Esposito e Marco Bonifacino

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                            

 

Domenica 10 giugno: si torna a casa...

 

Oggi si rientra in Italia.
Lasciamo la bella zona di Sepùlveda sotto un cielo minaccioso (il primo durante la nostra permanenza) ma affascinante.

 

(foto G.Motta)


All’aeroporto di Madrid, nella nostra sezione, c’è un unico check-in aperto per molti voli differenti.
Ci accalchiamo nella lunghissima coda, dove ovviamente serpeggia un malumore generale espresso in varie lingue, fino a che, finalmente, arriva altro personale per altri sportelli e la situazione migliora.
Poi ci presentiamo al controllo di polizia dove Marco Bonifacino (che evidentemente è quello, tra noi quattro, con la faccia meno raccomandabile) viene perquisito a fondo.
D'altra parte, a giudicare dagli interni dell'aerostazione, sembra che Marco goda di una certa fama...
 

 

 

 

 

 

 

 

Stringenti anche i controlli Ryanair, che avverte tutti i passeggeri di verificare scrupolosamente le dimensioni del proprio bagaglio a mano tramite un apposito cestello metallico.
Tutti i viaggiatori che a Genova si erano presentati con dei borsoni enormi, chiaramente fuori misura, e non avevano avuto alcun problema, ora sono davvero molto preoccupati.
Assistiamo a scene di persone che calpestano le borse sul pavimento nel tentativo di compattarle, altre che cercano di alleggerirle imbottendosi le tasche all’inverosimile.
Il tutto in un coro di indignazione per la diversità di trattamento tra Genova e Madrid.
Noi siamo più che tranquilli perché tra i pochi che hanno rispettato le sagome limite ed il peso: mentre a Genova ci eravamo sentiti un po’ dei fessi ora, probabilmente, abbiamo l’espressione compiaciuta di quelli che hanno fatto bene il compito in classe…
Poi arriva il momento dell’imbarco, si apre il cancello e, all’italiana, nessuno del personale controlla più nulla…sarebbe passato anche un baule!
Ok, siamo dei fessi…

 

Volo di ritorno tranquillo…fino a Genova.
Il comandante supera il “Cristofono Colombo” e ci porta su Portofino dove inizia a virare di 180 gradi per la discesa.
A noi sembra di essere un po’ troppo bassi, con le case che sfilano sotto di noi…entriamo ed usciamo dalle nuvole ballando un po’, mentre il mare mostra troppe increspature bianche, segno che il vento, ancora una volta, flagella la costa.
A bordo, da metà aereo, proviene una risata femminile continua e smodata, più una reazione nervosa che un segno di lieto divertimento…
L’aereo continua a scendere verso la pista poi, all’improvviso, riparte a stecca puntando il muso verso il cielo.
Continuamo a salire per un po’ con un contemporaneo movimento a zig-zag.
Riusciremo a scendere?
Ci porteranno a Pisa?
Arrivati sopra Arenzano il pilota inverte la direzione di volo e prova ad atterrare in senso contrario a quello provato prima.
Speriamo bene…
Siamo talmente bassi su Voltri, e poi sopra i giardini del canale di calma di Prà, che potremmo fare birdwatching dal finestrino!
Poi, finalmente, si tocca terra e la vacanza è finita per davvero.

 

 

Dalla scaletta del Boing 737 guardo l’erba verde a bordo pista, che lotta, quasi orizzontale, con un vento carico di salsedine.
Sugli ultimi due gradini ho una visione, come un sogno lontano:
grossi grifoni saltellano goffamente attorno ad una carcassa di pecora avvolta nella polvere…

 

 

 

 


Ennio, Gabri, Marco & Marco

 

 

 

                 

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