Corsica: maggio 2009

  

 



...tra escursioni e birdwatching...
UN ASSAGGIO DI CORSICA

1 - 6 maggio 2009

Un viaggio di Marco e Livia Bonifacino

 

testo e foto di Marco Bonifacino
    grafica di Ennio Critelli

 

 

 

 

 


 Approfittando del ponte del 1° maggio mia sorella ed io decidiamo di cedere al richiamo di quest’isola a noi ancora sconosciuta, per concederci una settimana di vacanza... e abbronzarci su una spiaggia assolata sorseggiando fresche bevande?
Macchè!
Le parole d’ordine sono escursionismo e (guarda caso) birdwatching....
Bando alle ciance, zaino in spalla, si parte!

Ci imbarchiamo a Porto Vado (SV) la sera del 30 aprile e giungiamo a Bastia di primo mattino: sperando di lasciarci alle spalle i numerosi motociclisti e fuoristrada incontrati nella traversata ci dirigiamo subito verso la nostra prima meta, il Cap Corse.

1 maggio – Cap Corse



Appena usciti da Bastia ci basta percorrere poche curve per restare affascinati dal paesaggio che si apre davanti a noi: è tutto un susseguirsi di colline, ricoperte dal maquis nel pieno della fioritura, che degradano dolcemente verso un mare cristallino, mentre alle nostre spalle si innalzano imponenti e brulle montagne.
Non tardiamo a fare una sosta, presso Marine de Porticciolo, per scattare le prime foto e fare qualche osservazione: ecco sul mare una lunga fila di BERTE MINORI in volo a pelo d’acqua, una femmina di PASSERO SOLITARIO sugli scogli e varie STERPAZZOLINE impegnate nei loro voli canori tra gli arbusti della macchia.
Giungiamo presso il piccolo porto di Macinaggio e da qui ci incamminiamo lungo l’antico Sentiero dei Doganieri, che si estende lungo l’estremità settentrionale del Capo.
All’inizio del percorso c’è una piccola area paludosa dove pascolano alcuni cavalli: qui vediamo delle FOLAGHE con i pulcini, due SGARZE CIUFFETTO in caccia nell’erba alta, una femmina di FALCO DI PALUDE e sentiamo il canto del TUFFETTO.
Dalla spiaggia si involano 2 PIRO-PIRO PICCOLI ed una candida GARZETTA.
Sparsi lungo il sentiero gli arbusti della macchia formano curiosi cuscini adagiati sul terreno, deduciamo che la zona deve essere molto ventosa: oggi però non c’è una bava d’aria, anzi il caldo si fa sentire e le incantevoli spiaggette che vediamo qua e là sono una vera tentazione!
Proseguiamo in direzione delle piccole isole Finocchiarola, punteggiate da Gabbiani reali in cova.


                                                 sullo sfondo le isole Finocchiarola                                              

 Tra gli arbusti scorgiamo una MAGNANINA che assiste ai primi incerti voli di un giovane ed una furtiva MAGNANINA SARDA.
L’arrivo di un motoscafo fa involare due giovani MARANGONI DAL CIUFFO, mentre un GABBIANO CORSO sorvola brevemente la zona.
Il cielo è pieno di variopinti GRUCCIONI, la macchia invece risuona dei sonori canti degli STRILLOZZI.
Sparse lungo il sentiero spiccano le fioriture dei cisti bianchi e rosa, della lavanda e delle orchidee. 


                              Giglio di mare                                                      Ipocisto rosso                    

Pranziamo attorniati da mucche al pascolo (sulla spiaggia...!)

Quindi proseguiamo verso la splendida torre di Punta d’Agnello, attorniata da estese zone incolte, dove si aggirano CUTRETTOLE e CALANDRELLE.


                                                       la torre di Punta d'Agnello                                                   

A questo punto, stanchi ma soddisfatti, decidiamo di tornare indietro seguendo un percorso ad anello nella macchia, mentre ci sorvolano lentamente NIBBI REALI ed un bel maschio di ALBANELLA MINORE.
Presso la palude da dove siamo partiti ci soffermiamo ad osservare i cavalli al pascolo, a cui fanno compagnia un AIRONE ROSSO ed un AIRONE GUARDABUOI.
A pomeriggio inoltrato partiamo da Macinaggio per percorrere la frastagliata e spettacolare costa occidentale del Capo: la destinazione è Nonza, un delizioso paesino a picco sul mare, dove trascorriamo la prima notte allietati dagli ASSIOLI in canto negli uliveti circostanti.


                                                          tornando a Macinaggio                                                      

2 maggio - Nonza e Desert des Agriates




                   la spiaggia di Nonza              

La rupe su cui è arroccata Nonza si affaccia su una spettacolare spiaggia di ciottoli neri che merita davvero una visita, anche se il ripido sentiero d’accesso richiede uno sforzo non da poco!
Appena arrivati scorgiamo alcuni GABBIANI CORSI adulti posati sul bagnasciuga e uno stormo di PICCIONI SELVATICI che si involano dopo essersi abbeverati presso un ruscello poco distante.
Posati in acqua, al largo, alcuni CORMORANI si asciugano le ali, mentre poco lontano delfini, gabbiani reali e gabbiani corsi sono impegnati in una spettacolare pesca collettiva.

Lasciata la spiaggia di Nonza ci dirigiamo verso il Desert des Agriates, giungendo verso mezzogiorno all’imbocco di un sentiero che vi si addentra, all’altezza dell’abitato di Casta. All’inizio ci troviamo a passeggiare tra pascoli, siepi e boschetti: non tardiamo a vedere un NIBBIO BRUNO, alcuni STIACCINI e STRILLOZZI, inoltre sentiamo il canto dell’UPUPA.


                                                      verso il Desert des Agriates                                                 

Vediamo anche una coppia di STORNI NERI che ha fatto il nido in un palo del telefono.
Da qui in avanti il paesaggio si fa molto brullo, dominato da bianchi colli rocciosi che affiorano da una macchia bassa di eriche e corbezzoli estesa sino a perdita d’occhio.
Un vero e proprio deserto...non tardiamo ad accorgerci che l’ora non è ideale per camminare, il caldo è davvero torrido!
Per fortuna ci distraggono dalla fatica alcuni avvistamenti interessanti: una bella MAGNANINA SARDA in canto su un arbusto, delle TOTTAVILLE in volo canoro, alcuni CALANDRI e soprattutto i primi VENTURONI CORSI.


                Magnanina sarda in canto                                          Venturone corso                       

Ne abbiamo osservati molti, perlopiù  a coppie, a pochi metri sul sentiero intenti a becchettare semi. Percorsi alcuni chilometri la calura ha davvero il sopravvento e optiamo per una sosta nei pressi del fiume Zente, dove abbondano rane e testuggini palustri...


                                                      Rana di Berger sul fiume Zente                                            

l’itinerario si conclude qui, di questo suggestivo deserto abbiamo avuto giusto un assaggio ma è stato sufficiente! 
 

3 maggio – Scala di Santa Regina e Foresta di Valdu Niellu

Dopo aver pernottato nella graziosa Calvi e dato che le condizioni meteo continuano ad essere dalla nostra parte, decidiamo di inoltrarci nella parte interna dell’isola per percorrere il sentiero di Scala di Santa Regina.
Il percorso si snoda nella selvaggia Valleé du Niolo, un distretto della Corsica dove viene praticato l’allevamento di ovini: ce ne accorgiamo subito, qua e là le capre passeggiano tranquille sulla strada asfaltata, evidentemente molto più agevole rispetto al sentiero che ci accingiamo ad affrontare!


                                               lungo la scala di Santa Regina                                   

La zona è molto rocciosa, qua e là punteggiata di ginepri, lecci e rosmarini, nonché di splendide fioriture di ciclamini selvatici e gigli bianchi.
Vediamo vari uccelli rupicoli: RONDINI MONTANE, PASSERO SOLITARIO, CORVO IMPERIALE e una coppia di PELLEGRINI. Sono presenti anche i VENTURONI CORSI, piuttosto confidenti, vari ZIGOLI NERI e un PIGLIAMOSCHE posato curiosamente in un anfratto roccioso.


       Dactylorhiza  insularis                                                  Ciclamini                                           

Giungiamo in vista del piccolo abitato di Corscia, situato in una valletta circondata da alte cime innevate: nei pascoli scorazzano STORNI NERI e placidi ciuchini, tra gli alberi cantano il CUCULO e le TOTTAVILLE. Un NIBBIO REALE volteggia a bassa quota, forse attratto da alcune carcasse di mucche. Ci chiediamo il motivo per cui queste sono state lasciate lì dove sono, poco lontane dalle case...il mistero ci viene svelato quando, sulla via del ritorno, due sagome di rapaci si profilano in quota lungo una parete rocciosa: in questa valle vivono l’AQUILA REALE e soprattutto il GIPETO!
Nel pomeriggio facciamo una sosta lungo il grazioso lago di Calacuccia, dove vediamo solo due CORMORANI, quindi ci inoltriamo nella suggestiva foresta di Valdu Niellu, dominata dagli imponenti Pini larici.
Qui è di casa il Picchio muratore corso, che sfortunatamente non riusciamo a contattare... Pazienza, ci accontentiamo di un PICCHIO ROSSO MAGGIORE, di un RAMPICHINO ALPESTRE e delle acrobazie delle CINCE MORE.
Facciamo una rapida puntata al panoramico Col de Verghio per poi discendere verso il piccolo paese di Evisa, circondato da estesi castagneti da frutto che risuonano dei canti degli ASSIOLI...una specie di tormentone!

4 maggio – Col de Verghio e Calanche

Di primo mattino decidiamo di percorrere il sentiero che da Col de Verghio porta alle Cascate di Radule.
Siamo a quota 1467 m, si respira davvero aria di montagna!

 
                                            Col de Verghio con lucertola tiliguerta                                             

Il percorso si inoltra tra rocce e bassi ginepri, tra cui si aggirano i VENTURONI CORSI.
Nella pineta sottostante scorgiamo un CROCIERE in volo, mentre lungo i ruscelli che scorrono tra betulle un po’spettrali echeggia il canto dello SCRICCIOLO.
Durante la sosta per il pranzo nei pressi delle cascate notiamo uno stormo di GRACCHI ALPINI che volteggia sulle cime più alte e poi di nuovo lui, l’enorme GIPETO, che sorvola brevemente la vallata per poi scomparire dietro una parete.
Un dubbio ci assale: che il pennuto si sia fatto vivo attirato dal profumo emanato dai nostri panini al brocciu scambiandoci per ... meglio non chiederselo?!


                                                          fioritura di Crocus corsicus                                                

Dal Col de Verghio ci spostiamo verso il mare, in direzione dei Calanche, un’area ricca di affioramenti rocciosi dalla forme assai fantasiose.
Ci inoltriamo lungo lo scosceso sentiero che porta verso la piccola spiaggia di Ficajola.


                                                          verso la Plage Ficajola                                                      

Qui la macchia è molto fitta ed è difficile vedere uccelli, in compenso scorgiamo un Algiroide nano, un piccolo sauro endemico caratteristico per via della colorazione nera e delle grandi squame carenate.
Giunti all’incantevole spiaggetta, compare un GABBIANO CORSO adulto che si posa in bella mostra su uno scoglio, del tutto indifferente ai bagnanti.


                       Gabbiano corso                                                     Algiroide nano                        

5 maggio – Spiaggia di Porticcio, siti megalitici di Capula e Cucuruzzu



Dopo aver trascorso la notte a Porticcio, località balneare nei pressi della capitale Ajaccio, la mattina ci sgranchiamo le gambe lungo la spiaggia, alla ricerca di conchiglie.


                                                          la spiaggia di Porticcio                                                      

Alcuni PIGLIAMOSCHE cantano appollaiati sulle gabine, mentre i rumorosi GRUCCIONI cacciano nei prati retrostanti la spiaggia. Compaiono anche un’AVERLA CAPIROSSA, una coppia di FANELLI, un CULBIANCO ed uno STIACCINO.


                                                                      Gruccione                                                              

Un po’ provati dalle escursioni dei giorni precedenti (anche noi abbiano dei limiti!) optiamo per una giornata più soft presso Cucuruzzu e Capula, due siti con resti megalitici risalenti all’Età del Bronzo. Qui inizia a scendere una pioggia leggera, ma tutt’altro che fastidiosa, anzi! In mezzo a questi enormi massi ricoperti dal muschio che formano circoli e grotte l’atmosfera è ancora più suggestiva...


                                                        tra i megaliti di Capula                                                     

Inoltre, a sorpresa, decine di salamandre cominciano ad uscire dagli anfratti rocciosi: devono essere le custodi di questo luogo un po’ magico...uno spettacolo un po’ inquietante, non c’è che dire!


                                                           Salamandra corsa                                                             

A livello di uccelli non c’è molto poiché i siti sono all’interno di una lecceta piuttosto fitta, comunque anche qui vediamo i VENTURONI CORSI.
La sera giungiamo all’estremità sud dell’isola, nella splendida Bonifacio.
Passeggiando per i suggestivi vicoli dell’antica cittadella che si innalza imponente sulla scogliera, ci dà il benvenuto un SUCCIACAPRE che canta posato da qualche parte sui tetti, mentre i pipistrelli cacciano sotto i lampioni.

6 maggio – Bonifacio e costa orientale

La mattina dopo pensiamo bene di fare due passi lungo la spettacolare scogliera che fiancheggia la città.

 

 
          la scogliera ai piedi di Bonifacio       

 

Camminiamo in mezzo a dune sabbiose ricoperte da cisti bianchi e gialle margherite, qua e là notiamo anche alcune orchidee.
Il via vai della gente a passeggio rende difficile osservare qualche uccello, a parte una femmina di ALBANELLA (chissà quale?) in migrazione, infastidita dai gabbiani, ma lo splendido panorama è sufficiente!


                     lungo la scogliera e le dune di Bonifacio - nel riquadro Ophrys lutea                     

Dopo aver acquistato qualche souvenir nei negozi del porticciolo è tempo di muoverci verso Bastia, la vacanza purtroppo volge al termine!
Attraversiamo così l’estesa pianura orientale per fare un’ultima sosta alle porte della città, nei pressi dell’Etang de Biguglia.
L’ora non è ideale e la calura si fa sentire, per cui non vediamo pressoché nulla in questa grande laguna, a parte un BECCAMOSCHINO  in volo canoro e qualche CORMORANO appisolato sugli alberi.
Giunti a Bastia ci resta ancora un po’ di tempo per gustare una crêpe, quindi ci imbarchiamo sul traghetto lasciandoci alle spalle questa splendida isola in cui abbiamo già voglia di tornare...


                                                         Porticciolo di Bonifacio