Olanda: gennaio 2009

 
     IN CERCA DI OCHE E GUFI DELLE NEVI...



Ennio, Marco, Niccolò e Gabriella 
(foto P.Alberti)

 





1-6 gennaio 2009


Un viaggio di Gabriella Motta , Ennio Critelli, Marco Bonifacino, Niccolò e Piero Alberti

Oche selvatiche
(foto G.Motta)


 testo di Marco Bonifacino
foto di G.Motta, N.e P.Alberti, M.Bonifacino
grafica di E.Critelli

 

Quando vengono segnalate delle rarità la tentazione di andarle a cercare è forte, in particolare se una delle specie in questione è nientemeno che il GUFO DELLE NEVI...
L’unico dettaglio è la distanza: l’Olanda non è proprio dietro l’angolo!
Più precisamente la meta è Texel, un’isola dell’arcipelago delle Frisone Occidentali, tra l’altro meta di svernamento di migliaia di oche e limicoli.
La prospettiva di osservare uccelli in tali quantità è irresistibile e, guarda caso, è disponibile una settimana di festa: sarà il caso di approfittare!

 

 

Partiamo da Genova il pomeriggio del primo gennaio, decidendo di trascorrere la notte a Mannheim, in Germania, dove giungiamo in tarda serata.

 

2 gennaio


Il giorno successivo puntiamo verso l’Olanda e ci basta oltrepassarne il confine per renderci conto che si tratta di un luogo speciale...
Percorriamo pochi chilometri e i campi cominciano a riempirsi di uccelli, PAVONCELLE, COLOMBACCI, CHIURLI MAGGIORI e soprattutto OCHE SELVATICHE, LOMBARDELLE e GRANAIOLE.
Ce ne sono a centinaia!


                                                      Oche ...ovunque! (foto M.Bonifacino)

 

                                         Oche selvatiche e lombardelle (foto M.Bonifacino)


                                                   Oche granaiole (foto G.Motta)


Quasi subito vediamo anche le prime OCHE EGIZIANE, qui ormai naturalizzate.
Be’, il primo impatto non è male...
Procedendo verso nord i canali e i laghi sono quasi tutti ghiacciati...


                                               il ghiaccio paralizza i canali (foto G.Motta)

Nelle poche zone risparmiate dalla morsa del gelo sono concentrate miriadi di GERMANI REALI, FISCHIONI, MESTOLONI, MORETTE e FOLAGHE, oltre a qualche SVASSO MAGGIORE e TUFFETTO.
Scorgiamo anche vari CORMORANI e una STROLAGA MEZZANA.


                                                        Fischioni (foto G.Motta)


A Mijdrecht, nei pressi di Amsterdam, è stato segnalato un Quattrocchi minore: optiamo per una deviazione ma non troviamo il sito dell’avvistamento, pazienza!
É solo primo pomeriggio ma qui fa buio presto, così ci affrettiamo a raggiungere la nostra meta, l’isola di Texel.

A Den Helder ci imbarchiamo sul traghetto e diamo subito un’occhiata lungo la banchina: ecco alcuni VOLTAPIETRE e una BECCACCIA DI MARE, e soprattutto, 2 splendidi ZIGOLI DELLE NEVI intenti ad alimentarsi tra le rocce.
In mare osserviamo un paio di ORCHETTI MARINI, alcuni EDREDONI e MUGNAIACCI, gli immancabili GABBIANI REALI NORDICI e vari GABBIANI COMUNI che compiono spettacolari acrobazie tenendosi al passo con l’imbarcazione.
In lontananza, sulla costa di Texel, a poca distanza dal porto, due grosse FOCHE riposano sulla sabbia affiorante.


                                             Gabbiano reale nordico (foto G.Motta)


Giungiamo sull’isola: il territorio è interamente pianeggiante, con vasti campi erbosi e poche casette sparse davvero graziose, che pace!

Nonostante la luce cominci a calare non resistiamo alla tentazione di andare subito al Polder Zeeburg, presso De Cocksdorp, per vedere il nostro principale obiettivo, il GUFO DELLE NEVI.


Il laghetto artificiale dove stazionava il gufo, indicato dalla freccia, si trova vicino a De Cocksdorp, paesino nel nord est dell'isola di Texel

Trovarlo non è difficile, basta seguire la processione di birders locali!
L’animale è lontano, posato su un palo di una recinzione in mezzo ad un campo pieno di oche e lepri.
È una giovane femmina, decisamente imponente nonostante la distanza...una vera meraviglia!

 La "regina" controlla il suo territorio (foto N.Alberti)
 



 


GUFO DELLE NEVI
video di Niccolò Alberti

 

Sono numerosi i birders che stazionano nei pressi per catturare ogni movimento del gufo.
Ed abbiamo la sorpresa di incontrare anche qualche amico italiano: Gabriella Malusardi con Gian Mario Ghione e la piccola Sofia, Carlotta Pesando e Luciano Ughetto.

Restiamo ad osservare la regina fino al calar del sole, poi  il freddo comincia a farsi sentire e decidiamo di raggiungere albergo e mettere qualcosa sotto i denti...


L'Hotel ORANJERIE MOLENBOS, nostra base a De Cocksdorp, ottima accoglienza e cucina, fornito di una piccola biblioteca ornitologica, dvd in tema e postazione internet.


3 gennaio

La mattina dopo decidiamo di rivedere il gufo in condizioni di luce migliori: è ora di fare bw sul serio!
Ci basta uscire dall’albergo per vedere i primi uccelli: si tratta di 3 PORCIGLIONI che, insieme ad un BECCACCINO, si muovono furtivi in un canale a pochi metri dal parcheggio.
Dopo alcuni istanti fa la sua comparsa un ASTORE, che svanisce rapidamente dietro un boschetto allarmando le CINCIARELLE.
Partiamo in auto e arrivati a destinazione non tardano ad accoglierci vari stormi di PIVIERI DORATI, che sfrecciano rapidi sui campi.
Ovunque saltellano confidenti i TORDI SASSELLO, insieme a vari STORNI e qualche CESENA.


                                I tordi sasselli sono numerosi e confidenti  (foto G.Motta)

Ma il vero spettacolo è costituito dalle oche, i cui stormi vocianti riempiono letteralmente il cielo: stavolta siamo di fronte a centinaia di OCHE COLOMBACCIO, splendide nel loro piumaggio bianco e nero, insieme a numerose OCHE FACCIABIANCA e SELVATICHE.
Il Gufo delle nevi le osserva sornione in cima al suo solito paletto, mentre le lepri sonnecchiano nel campo.


Oche facciabianca (foto G.Motta)


Oca colombaccio  (foto N.Alberti)



 


OCHE COLOMBACCIO
video di Niccolò Alberti

Oltre l'argine che separa questi campi dal mare, la costa fangosa, lasciata scoperta dalla bassa marea, è piena di limicoli intenti ad alimentarsi: BECCACCE DI MARE,  PETTEGOLE, VOLTAPIETRE, CHIURLI MAGGIORI, PIOVANELLI PANCIANERA e PIOVANELLI MAGGIORI.
Questi ultimi, radunati in giganteschi stormi, sorvolano alcune secche situate al largo, regalandoci uno spettacolo davvero memorabile.


                         Sterminati voli di limicoli su un mare gelido  (foto M.Bonifacino)

Anche le variopinte anatre sono numerose, soprattutto VOLPOCHE, GERMANI REALI, FISCHIONI, CANAPIGLIE, CODONI, EDREDONI e SMERGHI MINORI.
Ci sono anche molte MORETTE, tra cui un esemplare melanico.
É curioso vedere un PELLEGRINO posato tranquillamente in mezzo a loro, ma si tratta in realtà di una situazione di calma apparente: il rapace, infatti, non tarda ad alzarsi in volo picchiando ripetutamente su un limicolo in mezzo all’erba, senza però riuscire a catturarlo. Positivo è invece l’esito della caccia di un maschio di ALBANELLA REALE ai danni di un malcapitato Voltapietre.

Dopo pranzo decidiamo di muoverci verso De Slufter, nella parte nord-occidentale dell’isola, caratterizzata da dune sabbiose ricoperte da rade erbe.


                         Le splendide dune della costa occidentale  (foto G.Motta)

Il nostro obiettivo sono ora le sgargianti ALLODOLE GOLAGIALLA: ne troviamo una quarantina intente ad alimentarsi a pochi metri di distanza da alcuni birders locali.
Nel frattempo ci sorvola uno stormo di vocianti ZIGOLI DELLE NEVI e una femmina di ALBANELLA REALE compare brevemente tra le dune.
Nessuna traccia di Fanelli nordici e Gufi di palude, inoltre comincia a nevischiare e il vento si rinforza, meglio ritirarci...
Comunque siamo soddisfatti, la giornata è stata decisamente fruttuosa!

4 gennaio


Ci muoviamo verso la parte meridionale dell’isola, ma il tempo è piovigginoso e molto ventilato, mettendoci davvero a dura prova.
Riusciamo a dare solo una rapida occhiata sul mare, godendoci comunque alcuni PIOVANELLI TRIDATTILI sulla spiaggia, decine di SULE in caccia al largo ed un passaggi di EDREDONI.


                                                   Edredoni   (foto M.Bonifacino)

Dopo qualche foto ad alcune mucche locali assai pelose puntiamo verso la zona del Mok, dove ci aspetta la consueta moltitudine di anatre e limicoli, con qualche novità interessante, rappresentata da AVOCETTE e PIVIERESSE.


                              Il clima rigido richiede una pelliccia...speciale  (foto G.Motta)


Un po’ a malincuore ci lasciamo alle spalle Texel, prendiamo di nuovo il traghetto e ci dirigiamo all'interno di  Den Helder.

Una rapida ricerca ed ecco un’altra delle rarità segnalate: un GABBIANO D’ISLANDA, immaturo, nel bel mezzo di un parco pubblico della città, in un laghetto completamente ghiacciato.



Purtroppo continua a piovere e l’osservazione dura poco, giusto il tempo per fare qualche foto, perchè il gabbiano decide di involarsi e sparire dietro agli alberi.


                                                   Gabbiano d'Islanda   (foto G.Motta)

É ora di pranzo, per cui ci dirigiamo verso un ristorante in riva al mare.
La scelta non è casuale: ci vogliamo concedere altre osservazioni marine prima di sederci a tavola.
È così che scorgiamo dei graziosi PIOVANELLI VIOLETTI in cerca di cibo tra gli scogli di fronte al locale.
Arriva anche bel gruppetto di BECCACCE DI MARE.


                                           Beccacce di mare   (foto M.Bonifacino)

Dopo gli opportuni ‘rifornimenti’ ci muoviamo verso sud-ovest, nella zona del Delta del Reno, alla ricerca di altre emozioni.
Decidiamo di pernottare a Barendrecht, zona dove è stato segnalato un QUATTROCCHI MINORE.
La sera, grazie ad una postazione internet all'interno dell'albergo, possiamo controllare se la bestiola è stata vista recentemente.
Il responso è positivo: la rarità è stata vista nuovamente quello stesso giorno.
Meraviglie del web! 

5 gennaio

Al mattino iniziamo ad esplorare i laghetti ghiacciati.
Troviamo un piccolo lago pieno di anatre, tra cui 3 PESCIAIOLE femmine.
Ci vuole un po’ di tempo ma, ad un certo punto, scorgiamo il nostro obiettivo: il QUATTROCCHI MINORE è in compagnia di alcuni QUATTROCCHI.
Si trova esattamente dov'era stato segnalato, un laghetto artificiale riparato e quasi libero dal ghiaccio.
É una piccola anatra bianca e nera che nuota impettita con la coda sollevata, davvero buffa!


                                           a destra il Quattrocchi minore (foto G.Motta)

Tuttavia è molto distante e non tarda ad involarsi insieme ad alcune Morette, peccato non poterlo osservare più a lungo!

Percorriamo ancora qualche chilometro verso sud e arriviamo a Goedereede, dove da qualche giorno risulta essere presente un’OCA COLLOROSSO.
Questa rara specie si imbranca spesso con le OCHE FACCIABIANCA, per cui quando avvistiamo uno stormo di queste ultime ci fermiamo speranzosi.
Dopo un po’ Ennio e Niccolò scorgono la splendida oca, ma è così lontana!
Sul più bello il proprietario della casa davanti alla quale ci siamo fermati esce nel campo e fa involare gli uccelli: senza volerlo, però, ci fa un favore, perché la collorosso ritorna e stavolta è più vicina, evviva!
Nel frattempo vediamo anche un bel PICCHIO VERDE posato su un albero e vari CHIURLI MAGGIORI.


Volo di oche facciabianca  (foto G.Motta)

Come ultima tappa decidiamo di andare a Brouwersdam, in pieno Delta.
Il vento è molto forte ma il mare è calmo, per cui gli uccelli sono dispersi al largo, troppo distanti anche per i nostri cannocchiali.
Inutile cercare le ambite Strolaghe maggiori e beccogiallo di cui abbiamo segnalazione.
Ci consolano, comunque, 3 splendide MORETTE CODONE che nuotano lungo la riva e i confidenti VOLTAPIETRE che si contendono il cibo con i ben più grossi gabbiani.
Fa una fugace comparsa anche uno SPIONCELLO MARINO.


                                                    Voltapietre (foto G.Motta)


A questo punto ci riteniamo soddisfatti, inoltre è ora di mettersi in viaggio verso casa perché la strada è lunga e prevede di attraversare, oltre all'Olanda, anche Belgio, Lussemburgo, Francia (dove pernotteremo), Germania e Svizzera.
Lasciamo così, a malincuore, i rilassanti paesaggi olandesi...
Certo....a primavera....chissà che spettacolo!...


 





Si ringraziano Maurizio Sighele e Maurizio Azzolini
per le preziose informazioni
nella fase di preparazione del viaggio.

Un ringraziamento particolare a Piero Alberti,
nostro driver per tutti i circa 3000 chilimetri