Corsica : maggio 2008

 

Alla ricerca di...
PICCHIO MURATORE CORSO e VENTURONE CORSO

                               1 - 4 maggio 2008                          
   


Un viaggio di Sandro e Bianca Divano, Ennio Critelli, Gabriella Motta


testo e foto di Gabriella Motta
grafica di Ennio Critelli





IN TRAGHETTO

Partenza da Genova: ore 4.30 del mattino
Partenza del traghetto per Bastia, da Livorno: 8.15

all'uscita dal porto di Livorno

Nonostante la levataccia, appena saliti sul traghetto all’interno del porto di Livorno, siamo già “operativi”, armati di binocoli, in piena attività di birdwatching (FALCO PELLEGRINO), tra la gente sdraiata lungo i corridoi o in affannata ricerca di una panca all’esterno.
Non fa caldo, ma siamo equipaggiati per poter trascorrere all’aperto le quattro ore che ci separano dalla Corsica.
Le persone che ci passano vicino ci guardano incuriosite e divertite, ma basta che il traghetto prenda velocità, che i nostri berretti e le giacche pesanti ci vengono invidiate dai passeggeri in t-shirt che si rannicchiano contro le pareti o si rifugiano all’interno.
La nostra speranza è di vedere qualche specie pelagica.
Ma non sembra esserci molto, solo dei bei GABBIANI REALI.

Finalmente, bassa sull’acqua, una BERTA MAGGIORE passa vicino al traghetto.
Non ci saranno molti uccelli, ma degli sbuffi davanti alla prua della nave ci mettono in allarme. Sono ancora molto lontani, ma ci fanno sperare in un incontro più ravvicinato.
In breve tempo ci troviamo sul fianco destro del traghetto ben tre BALENOTTERE COMUNI che si muovono in direzione opposta alla nostra.
Emerge solo una parte di dorso, il soffio è stretto, alto e doppio, la pinna dorsale è piuttosto arretrata e ridotta.
La più vicina a noi deve essere lunga una ventina di metri.
Ancora poche e brevi emersioni e poi si inabissano.
Che emozione! nessuno di noi aveva ancora visto le balenottere.

Poco dopo passa un rapace in migrazione, è un FALCO DI PALUDE, una femmina.
Fa un certo effetto vederla attraversare il mare, noi abitualmente li vediamo su al Curlo ad Arenzano, a caccia di termiche, anche se i palude possono sopportare più di altre specie lunghi periodi di volo battuto.
Passiamo davanti a Capraia ed arriviamo a Bastia che è quasi l’una.


1 - LIDO DI MARANA E STAGNO DI BIGUGLIA

La stagione e l’ora in cui arriviamo non sono delle migliori, non ci aspettiamo di vedere niente di più di quello che vediamo.
C’è il sole e fa molto caldo, la rifrazione rende difficile osservare gli uccelli negli stagni, comunque pochi.
E’ un ambiente che si presta in inverno ad ospitare le anatre, l’acqua qui è alta per i limicoli e gli anatidi se ne sono già andati.

Ennio, Sandro e Bianca


Come limicoli vediamo solo un PIRO PIRO PICCOLO.
C’è una coppia di SVASSI MAGGIORI, FOLAGHE, ARDEIDI e FENICOTTERI dal lato opposto rispetto a noi e di cui si intravedono le sagome rosate, miraggi rosa i cui contorni ondeggiano danzando con l’aria calda di primavera.
Ad offrire uno spettacolo di bellezza, di volo, di eleganza sono i NIBBI REALI, e anche in questa occasione rimaniamo stupiti dal loro veleggiare a bassa quota.


Siamo abituati con la migrazione ad osservare i rapaci a quote decisamente superiori o comunque a vederli passare, senza soste, diretti verso i siti di riproduzione o di svernamento.
Ci spostiamo un po’ all’interno, in un’area coltivata.
Mentre giriamo ancora in auto per capire dove fermarci, notiamo tre grosse sagome in volo: sono CICOGNE BIANCHE, le ritroveremo posate a riposare in un campo poco più avanti. Neanche qui c’è molto, un USIGNOLO canta, così come dei VERZELLINI, i BECCAMOSCHINI, mentre i GRUCCIONI rallegrano l’atmosfera con i loro voli ed i loro colori.
E’ il momento di muoverci verso Corte, alla ricerca delle specie corse.


2 - LA FORESTA DI VALDU-NIELLU e PORTO

 

I boschi della Valdu-Niellu

Da Corte per arrivare alla Foresta di Valdu-Niellu, bisogna percorrere un tratto piuttosto lungo, ma estremamente ricco di ambienti e paesaggi suggestivi.
Impossibile non fermarsi, anche se la voglia di trovare il picchio muratore corso ed il venturone corso è tanta.

I monti sono ancora innevati.
Ci fermiamo in prossimità di un pascolo...

paesaggi d'altri tempi...

...attirati da un’AVERLA CAPIROSSA, un bel maschietto.

foto G.Motta


Appena scendiamo dalla macchina ci rendiamo conto che c’è una buona presenza ornitica. Canta il TORCICOLLO, l’UPUPA, la TOTTAVILLA, lo ZIGOLO NERO.

Zigolo nero e Tottavilla

Ci sono i SALTIMPALI, gli STORNI NERI, mentre un altro NIBBIO REALE vola basso in perlustrazione.

Proseguiamo il viaggio.
Abbiamo superato da poco la località di Castirla e da qui verso Calacuccia il paesaggio cambia nuovamente.
La strada diviene più stretta e corre sul fianco destro della valle profonda, una vera e propria gola con scorci mozzafiato ad ogni curva.

Qui non è facile avvistare qualcosa, un po’ perché è difficile fermarsi, gli spazi a bordo strada servono per far passare i mezzi provenienti in senso opposto (spesso camper, furgoncini ed autobus granturismo!!) e un po’ perché rocce e vegetazione creano una macchia di colori che rende difficile l’avvistamento di un uccellino, sia in volo che posato.
In ogni punto in cui riusciamo a fermarci avvistiamo sempre qualcosa.
Ennio riesce a vedere il suo primo VENTURONE CORSO, noi no, speriamo che non rimanga l’unico!
Altre specie avvistate qui: COLOMBACCIO, PASSERO SOLITARIO, RONDINE MONTANA, BALLERINA GIALLA, RONDINE, BALESTRUCCIO.

Arriviamo alle prime foreste di conifere.
Leggendo i reports redatti da altri birdwatchers che sono stati in zona, scopriamo che tutti hanno usato il richiamo per attirare il picchio e visto l’ambiente, ci rendiamo conto che non ci sono molte alternative.
Le vaste foreste di larici maturi presenti qui renderebbero una ricerca a vista alquanto aleatoria.
Proviamo dalla strada, per un minutino e poi smettiamo.
Lo sentiamo, è lontano, riproviamo ancora e in un attimo è sopra le nostre teste che ci osserva svolazzando da un tronco all’altro!
Siamo “circondati” dal suo volo.
Spegniamo tutto e, immobili, aspettiamo che sia lui a decidere la prossima mossa.
Facendo finta di niente, becchettando tra un rametto e l’altro, si allontana lentamente.
E’ bellissimo!
In un attimo sparisce tra i grandi tronchi dei larici, così come è comparso.
Un folletto dei boschi, un incontro davvero emozionante!

foto G.Motta

Ma la foresta di Valdu-niellu ospita anche altre specie, sentiamo il melodioso canto della TORDELA, quelli sottili del FIORRANCINO e del RAMPICHINO ALPESTRE che riusciamo ad osservare in “arrampicata”, i richiami ripetitivi delle cince (CINCIA MORA, CINCIA BIGIA, CINCIARELLA, CINCIA DAL CIUFFO).
Vediamo anche un LUCHERINO.

Riprendiamo il nostro viaggio ed arriviamo al Col de Vergiu.
E’ un valico, c’è molto vento, ma, nonostante tutto, riusciamo a vedere posato su una roccia un VENTURONE CORSO.

il gruppo al Col de Vergiu - a destra un Calandro

Più avanti incontriamo la foresta di Aitone dove sappiamo essere presenti altri picchi muratori corsi: questa volta ne sentiamo uno abbastanza vicino a noi ma invisibile!
Si fa vedere bene, invece, un PICCHIO ROSSO MAGGIORE.

Decidiamo di scendere fino a Porto e durante il tragitto che ci porta sul versante occidentale corso, abbiamo occasione di vedere altre volte il venturone.
Altre specie contattate: NIBBIO REALE, NIBBIO BRUNO, POIANA, CORVO IMPERIALE, RONDONE MAGGIORE.
Arriviamo a Porto che è già l’ora di tornare indietro, ma facciamo comunque in tempo a degustare un buon caffè espresso e a vedere che l’unico gabbiano posato sugli scogli è...
un GABBIANO CORSO!

Sotto una torre antica su una roccia a picco sul mare, un maschio di PASSERO SOLITARIO sta cantando.
Arrivano altri gabbiani, questa volta reali.
L’unica cosa un po’ antipatica qui è che per tornare indietro bisogna ripercorrere la stessa strada dell’andata.


3 - VALLE DELL'ASCO

Entrando nella valle dell'Asco si percorre un territorio decisamente selvaggio.
All'inizio i panorami sono quieti e rilassanti pascoli ma, ben presto, la strada viene stretta, a fondovalle, tra versanti rocciosi dal colore caldo.
Si segue il percorso del torrente Asco finchè la strada inizia a salire ed i panorami si ampliano, diventando davvero splendidi, mozzafiato. 

Saliamo fino alla località sciistica Haute Asco arrampicandoci, con l'auto, fino agli impianti di risalita.
Il posto è molto suggestivo, ma scarsa di specie.
Non riusciamo a vedere l’aquila reale e nessun altro rapace.
In compenso i larici sono davvero spettacolari.


Torniamo a valle e ci fermiamo in un’ambiente di pascolo piuttosto arido, con bassa vegetazione di macchia.
Qui, oltre all’onnipresente NIBBIO REALE, contattiamo specie interessanti di ambienti aperti, come il CALANDRO, lo STIACCINO, il CULBIANCO, la STERPAZZOLINA, la STERPAZZOLA. Presente anche il VENTURONE CORSO che riesce a trovare anche qui delle conifere in cui rifugiarsi.

Venturone corso

 Troviamo anche un bel gruppetto di PASSERE LAGIE.

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Questo piccolo assaggio di Corsica ci ha fatto conoscere un’isola incantevole.
Il desiderio è quello di tornarci e passare qualche giorno in più, magari con la possibilità di visitare anche le coste a sud, dalle acque limpide e dalle ripide falesie, o ancora l’interno, estremamente vario e ricco di natura e di storia.