Isola di Ventotene: dal 21 al 25 aprile 2007

I viaggi in Italia:


Ventotene

 

Ventotene non è solo un’isola...


Sotto il sole del Mediterraneo questo piccolo lembo di terra é una specie di grande palcoscenico dove, a primavera, si può assistere al maestoso, affascinante e a volte terribile spettacolo della migrazione.



Per la sua posizione geografica quest’isola costituisce, sulla rotta che dall’Africa porta al continente europeo, un'area di sosta indispensabile per i piccoli migratori.
Durante il periodo invernale questi passeriformi fanno scorta del grasso che consentirà loro di effettuare il primo grande balzo sul mediterraneo, in un volo notturno, ininterrotto, su cinquecento chilometri di mare aperto.
Vengono in Europa per nidificare, approfittando di una stagione che, alle nostre latitudini, sta per elargire cibo a volontà.
Ma, anche in questo frangente, la selezione ed il fato giocano le loro carte:

Gli individui debilitati, quelli che non hanno accumulato scorte a sufficienza o che, per le cattive condizioni climatiche, hanno speso troppe energie, possono non approdare mai sull’isola del ristoro, oppure atterrare per morirvi poco dopo.
E poi, come se non bastasse, bisogna fare i conti con i predatori, pronti a trasformare in cibo i piccoli viaggiatori esausti...


leggi il raccontino:   
Predoni


Ma per la maggior parte di loro, fortunatamente, il viaggio potrà continuare fino alle località di nidificazione e ciò anche grazie al fatto che gli abitanti di Ventotene non praticano più, com'é avvenuto per secoli, il massiccio prelievo di uccelli migratori.
Sull’isola, da un pò di anni, sono comparse persone particolari: studiosi che aspettano i passeriformi per capire a fondo le dinamiche della migrazione o, come nel caso dei birdwatchers di EBN-Italia, per coglierne la bellezza catturando immagini con i cannocchiali e le fotocamere.

inanellatori all'opera e birdwatchers di EBN sul campo

E a Ventotene gli uccelli si fanno ammirare e fotografare come in pochi altri luoghi in Italia.
Tra i cespugli della macchia mediterranea, sulle ferule ricche di sostanze zuccherine, li puoi vedere agitarsi in preda ad una frenesia da cibo, quasi del tutto indifferenti alla presenza ravvicinata dei birders.

Sterpazzola e Luì verde sulle ferule

Ottima, quindi, la decisione di EBN-Italia di organizzare un meeting  proprio in questo luogo.
Tra  i tanti partecipanti alla manifestazione, provenienti da varie regioni italiane,  anche una nostra “delegazione” ligure, composta da Sandro Divano, Gabriella Motta ed Ennio Critelli.

da sinistra: Sandro, Gabriella ed Ennio

 

 

Prologo: da Genova a Formia… con BW di qualità!

21 aprile

Abbiamo appuntamento con gli altri amici di EBN al porto di Formia, dove prenderemo l’aliscafo per l’isola.
Essendo arrivati con un certo anticipo decidiamo di andare a “sbinocolare” da qualche parte nei dintorni ma, non conoscendo la zona, consultiamo incerti una cartina geografica. 
Scegliamo il posto più vicino, ovvero la foce del Garigliano, pochi chilometri a sud.
Scopriamo, con delusione, una realtà alquanto deprimente, fatta di una spiaggia invasa da detriti e spazzatura di ogni genere.
La foce del fiume, inoltre, manca quasi del tutto delle acque basse adatte ai limicoli...

Ma la delusione scompare rapidamente grazie all'avvistamento di uno strepitoso STERCORARIO MEZZANO  in caccia, a distanza ravvicinata!
E non finisce qui, la lista finale comprende quanto segue:


BECCACCIA DI MARE (2) - SUCCIACAPRE (3) - BERTA MINORE (centinaia) - BERTA MAGGIORE - CHURLO PICCOLO (9) - MARZAIOLA (9) - ORCO MARINO (2) - SULA (3) - BECCAPESCI (20) -  SVASSO MAGGIORE (10) - NITTICORA (34 insieme) - GABBIANO CORALLINO (2) - MESTOLONE (28) - PIRO PIRO PICCOLO (1) - USIGNOLO DI FIUME


Visiteremo ancora la foce, al ritorno da Ventotene, il giorno 25 aprile, in compagnia di alcuni amici di EBN-Italia.
Niente Stercorario, purtroppo, ma grandissimo spettacolo di centinaia di BERTE minori!

Sull'isola: tre giorni di birdwatching non-stop

Al molo di Ventotene veniamo prelevati dai pulmini dell’albergo che provvedono a trasportarci, con le  pesanti attrezzature, vicino all’estremità sud dell’isola, dove faremo base.
Già nei giardini dell’albergo, prima ancora di sistemarci, inizia il birdwatching!

Osserviamo increduli dei vivaci e coloratissimi luì verdi che zampettano a un metro da noi, completamente presi dalla caccia a chissà quali piccoli insetti.
Sulle ferule di questi giardinetti luì, sterpazzole, occhiocotti e stiaccini verranno tutte le mattine a nutrirsi delle sostanze zuccherine diluite nelle gocce di rugiada.
Ma tutta l’isola si presta ad accogliere gli uccelli, con i suoi innumerevoli giardini, gli orticelli e altre zone lasciate alla macchia mediterranea.

collage di ambienti con Monachella e Balia dal collare

Ci si disperde in piccoli gruppi, (sempre in collegamento telefonico…) che si spostano a piedi da un capo all’altro dell’isola.
Il clima del periodo, piacevolmente tiepido, incoraggia il birdwatching "non-stop", dalle prime ore dell’alba fino al calare della notte.
Ovunque, nonostante le onnipresenti recinzioni, è possibile vedere davvero di tutto, come testimoniato dalla lista finale delle specie osservate:


Berta maggiore, Cormorano, Marangone dal ciuffo, Airone cenerino, Airone rosso,  Airone bianco maggiore, Garzetta, Sgarza ciuffetto, Nitticora, Falco pecchiaiolo, Nibbio bruno, Falco di palude, Albanella minore, Albanella pallida, Sparviere, Gheppio, Falco cuculo, Pellegrino, Lodolaio, Quaglia, Occhione, Fratino, Pettegola, Piro piro piccolo, Piovanello tridattilo, Gabbiano reale, Colombaccio, Tortora selvatica, Tortora dal collare, Cuculo, Barbagianni, Assiolo, Succiacapre, Rondone maggiore, Rondone pallido, Rondone comune, Gruccione, Ghiandaia marina, Upupa, Torcicollo, Calandrella, Allodola, Topino, Rondine, Rondine rossiccia, Balestruccio, Rondine montana (una delle poche osservazioni note), Cutrettola (flava, cinerocapilla, una feldegg), Ballerina gialla, Ballerina bianca, Calandro, Pispola golarossa, Codirossone, Tordo bottaccio, Forapaglie, Cannaiola, Cannareccione, Canapino, Canapino maggiore, Lui' grosso, Lui' piccolo, Lui' verde, Lui' bianco, Capinera, Sterpazzola, Sterpazzolina, Bigiarella, Occhiocotto, Pigliamosche, Balia nera, Balia dal collare, Pettirosso, Usignolo, Codirosso europeo, Codirosso spazzacamino, Stiaccino, Saltimpalo, Culbianco, Monachella, Rigogolo, Averla capirossa, Strillozzo, Verdone, Cardellino, Fanello, Verzellino, Passera domestica, Passera sarda, Passera mattugia.

Alcune foto scattate in giro per l'isola
(metti il puntatore sulle immagini per i nomi delle specie)


Codirossone e Averla capirossa

Quaglia e Balia nera

Rigogolo e Gruccione

Stiaccino e Pigliamosche

Anche i luoghi meno affascinanti si rivelano “fecondi” di specie interessanti.
Il campo di calcio al limite del paese, ad esempio, ci regala Calandrelle, Pispole golarossa e Calandro.

Pispola golarossa e Calandrella

A spezzare, piacevolmente, il "tour de force" delle osservazioni provvedono le imperdibili visite al Museo della Migrazione ed alla stazione di inanellamento.
Il Museo è una strutture nuovissima, inaugurata nel 2006, che sorge in posizione invidiabile su uno dei punti più alti dell’isola.

 l'edificio, a picco sulla falesia e un interno
 tratto dalla Guida al Museo

All’interno, grazie a una serie di pannelli illustrativi, accattivanti diorami ed accurati modelli di uccelli, viene spiegato ai visitatori il fenomeno della migrazione e le conoscenze alle quali si è pervenuti grazie all’attività, ormai pluriennale, di inanellamento ed analisi dei dati.
Interessantissimi anche i cenni storici sulle attività umane, strettamente legate al mondo degli uccelli, a partire dal periodo romano fino ai giorni nostri.
Per l’occasione abbiamo potuto beneficiare di una guida d’eccezione, ovvero il dott. Fernando Spina, al quale, più di ogni altro, si deve la grande trasformazione di Ventotene in un santuario protetto della migrazione, nonchè importante luogo di studio sull’avifauna.

L'isola di Santo Stefano

A poco meno di 1 miglio da Ventotene si trova l’isola di Santo Stefano, ex colonia penale in funzione dal finire del 1700 sino al febbraio del 1965.
Anche questa piccola isola, naturalmente, è meta degli uccelli migratori ed assolutamente degna di una visita.

Santo Stefano vista da Ventotene e Gabbiano reale

Grazie ad alcune barche approdiamo sull'isola dove possiamo visitare le strutture del carcere. La storia dell'edificio e le vicende umane degli ergastolani ci sono magistralmente raccontate dalla nostra guida.
Impossibile non provare un brivido alla vista delle anguste celle...

99 celle, un cortile interno ed un unico scorcio di cielo...

Poi...
poi é solo l'isola,
selvaggia,
incontaminata,
regno incontrastato del mare,
della macchia mediterranea
e degli uccelli...



Testo e grafica di Ennio Critelli
foto di Gabriella Motta ed Ennio Critelli
la foto agli inanellatori è di Luciano Ruggieri