Viaggio in Spagna: 30 dicembre

testo: G.Motta
foto: E.Critelli, G.Motta
grafica: E.Critelli

Questa rappresenta l’ultima tappa del nostro viaggio in Spagna.
Ci regaliamo ancora qualche ora di birdwatching prima di affrontare il lungo ritorno verso casa. In realtà, la sera prima, abbiamo lasciato Gallocanta per portarci vicino al confine francese e pernottare.

Il parco, affacciato sul mediterraneo, si trova ad una settantina di km dal confine con la Francia ed ha una superficie che si aggira sui 4.730 ettari, di cui 825 fanno parte della riserva integrale.




Come per il Delta dell'Ebro é impossibile visitare a fondo quest'area in un sol giorno.
Nel parco possiamo trovare lagune costiere salate, paludi, laghi d’acqua dolce, praterie, spiagge.
Quest’ultime, così deserte oggi, vengono calpestate, in estate, da una media di 23.000 persone al giorno e, malgrado ciò, rimangono le uniche spiagge vergini di tutta la Costa Brava. 
Al punto di informazione situato a El Cortalet si possono avere delle cartine che descrivono i diversi itinerari e gli accessi ai capanni.
Al parcheggio, ancora prima di entrare, ci imbattiamo in un UPUPA molto confidente.

Mestolone e Upupa (foto G.Motta)

Iniziamo il giro dal capanno più vicino al centro informazioni.
Sono le 9.30 e, per fortuna, non c’è ancora nessuno: il centro ha appena aperto i battenti. Dall’interno del primo capanno, molto bello, come poi scopriremo essere anche gli altri, possiamo osservare diverse specie di anatre sonnecchiare nello stagno.

(foto E.Critelli)

L’impatto visivo è suggestivo: tifa e acqua ferma su cui si specchiano decine e decine di anatre, FALCHI DI PALUDE che volteggiano in lontananza, luce calda che disegna lunghe ombre. Un TARABUSO si invola dalle fitte canne per poi scomparire nuovamente all'interno della vegetazione dorata.
Superati i capanni passiamo vicino ad un’area di sosta e di nidificazione per le CICOGNE BIANCHE.

(foto E.Critelli)

Continuiamo a percorre l’itinerario che ci porterà al mare.
Durante il percorso incontriamo ancora capanni e da uno di questi vediamo un roost per CORMORANI.

(foto E.Critelli)

Dal lato opposto ai capanni c’è una zona salmastra dove si vedono PAVONCELLE, CORRIERI PICCOLI, PIOVANELLI PANCIANERA, GAMBECCHI,  AVOCETTE e PETTEGOLE.

Arriviamo al mare.
Sulla splendida spiaggia deserta c’è un’altana.
Saliamo con i cannocchiali ed iniziamo a scrutare il mare.

una delle due torri per le osservazioni marine


L’impatto è shoccante: abituati, dalle nostre parti, a scorgere solo una volta ogni tanto uno svasso, una gazza marina o una strolaga, ci troviamo a contare una ventina di GAZZE MARINE, altrettante STROLAGHE MEZZANE, decine di BERTE MINORI e alcuni SVASSI MAGGIORI.
Splendido!
Ma il tempo é tiranno e, a malincuore, lasciamo il mare per tornare indietro.
Una giovane RONDINE si va a posare su un albero spoglio: deve avere deciso di passare qui l’inverno.

panorama dall'osservatorio Senillosa

Ormai il parco è affollato di gente, sia francesi che spagnoli che, più che un parco naturale, scambiano il luogo per un parco giochi.
E’ già qualcosa che portino i figli in un ambiente naturale.
Ora si parte davvero ma lasciamo in Spagna una parte di cuore e la promessa di tornare...con più tempo a disposizione!




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