Viaggio in Spagna: 29 dicembre

 testo: G.Motta
foto: G.Motta - E.Critelli -S.Divano
grafica: E.Critelli

La laguna di Gallocanta, tra le più importanti lagune salate d’Europa, si trova ad un’altitudine di 1000 metri ed ha origine dall’attività carsica del suolo.
Con lo sprofondamento del terreno si è venuta a formare una depressione, le precipitazioni atmosferiche hanno riempito l’invaso e l’alternanza di pioggia ed evaporazione hanno portato alle attuali concentrazioni saline.
Gallocanta è tra i principali siti europei di svernamento delle gru.


Prima dell’alba ci spostiamo verso il punto suggerito dal centro informazioni, nell'estremità nord del lago.
Imbocchiamo una stradina diretta alla Chiesa di Nuestra Senora del Buen Acuerdo e ci fermiamo a metà strada.
Sentiamo le gru prima ancora di vederle.
Il posto che ci è stato indicato é sicuramente valido ma le GRU, che osserviamo passare in lunghe file dirette nei campi limitrofi, decidono di tenersi troppo distanti da noi.
L’alba, comunque, ci sorprende con i suoi colori incredibili.
Torniamo all’albergo per la colazione (prima delle 8.30 non la servono), un po’ delusi.
Salutiamo i nostri amici italiani con l’augurio di incontrarci presto e ci prepariamo per esplorare la laguna.
E’ possibile farne il giro completo percorrendo le strada asfaltata che attraversa i paesini di Berrueco, Tornos, Bello e Las Cuerlas inoltrandosi, dove possibile, sulle sterrate che si avvicinano alla zona allagata.
Una mappa indicante queste sterrate è fornita dal Centro Informazioni di Gallocanta con l'avvertenza di non accedere a quelle riservate ai contadini che sono segnalate da appositi cartelli.

sulle sterrate attorno alla laguna (fot S.Divano)

L'esplorazione porta i suoi frutti: vediamo tre GANGHE, dapprima in volo e poi posate, tra Bello e Las Cuerlas.
Mentre tentiamo di inquadrarle con il cannocchiale, passa in volo un vero gigante: è l’OTARDA, un bel maschio che atterra in un campo piuttosto distante.
Ogni casolare disabitato ha la sua CIVETTA, ed alcuni ospitano anche dei GRACCHI CORALLINI. Su un campo atterra un bel gruppo di CALANDRE.
Lontano, dove la rifrazione rende difficile le osservazioni, passa correndo una volpe. 
Decidiamo di cercare in qualche campo le GRU.
Nei pressi dei paesini attorno alla laguna si fanno ammirare diverse PASSERE LAGIE.

Passere lagie (foto G.Motta)

Iniziamo ad allontanarci dalla zona e, mentre percorriamo una strada tra i campi, notiamo la presenza di alcune gru relativamente vicine.
Cerchiamo un posto riparato dove fermarci, per montare i cannocchiali senza disturbarle.
Sostiamo dietro ad una cascina abbandonata.

Appena guardiamo in direzione delle gru ci rendiamo conto che non ci sono solo le cinque o sei che abbiamo visto ma, oltre, c’e’ una fila lunga almeno un centinaio di metri composta da un migliaio di individui.

(foto G.Motta)

Poi, come se non bastasse, le sentiamo in volo.
Guardiamo in cielo: questo si che è uno spettacolo!
Ne arrivano a centinaia, da tutte le parti.

sopra di noi i caroselli eleganti delle gru (foto G.Motta)

voli e richiami riempiono l'aria (foto G.Motta)

Ce le godiamo a lungo mentre numerosi GRIFONI e NIBBI REALI continuano a sorvolare la zona.
Da un albero si invola uno SPARVIERE.
Penso che rimarrà indelebile il ricordo dei suoni, delle formazioni in volo, degli atterraggi, degli accenni di danze, delle 12.500 gru svernanti in laguna.