Viaggio in Spagna: 27 dicembre

 testo di G.Motta
foto E.Critelli -  G.Motta
grafica E.Critelli

Il Parco dell’Ebro ha un’estensione di 6.232 ha ed è situato sulla costa mediterranea, tra Barcellona e Valencia.
Impossibile visitarlo a fondo in un solo giorno, ma le ore che abbiamo passato all’interno di questo ambiente magico ci hanno comunque regalato incontri ed emozioni indimenticabili.

Il Centro Informazioni del Parco, nel piccolo abitato di Deltebre, mette a disposizione una cartina con indicati  i vari punti di osservazione, accessibili mediante altane e capanni.
La ricchezza di avifauna la si intuisce già percorrendo le strade che corrono lungo le ampie aree destinate a risaie. Tra un campo e l’altro migliaia di GARZETTE, AIRONI GUARDABUOI, AIRONI BIANCHI MAGGIORI, AIRONI CENERINI, ZAFFERANI, GABBIANI COMUNI e REALI, PETTEGOLE, PIOVANELLI PANCIANERA, STORNI NERI, PAVONCELLE, ci danno il benvenuto per quella che sarà una piacevolissima giornata di birdwatching.
La prima tappa è il golfo del Fangar.


All’interno del golfo c’è una coltivazione di ostriche ed il suolo è tappezzato di gusci.
La baia è caratterizzata da acqua bassa e calma.
Anche qui sono presenti migliaia di uccelli.
Tra i primi vediamo i GABBIANI ROSEI, che scrutano il basso fondale tenendo il collo allungato in avanti e beccheggiando come piccole barche.
Sui pali delle coltivazioni di ostriche i BECCAPESCI e le STERNE COMUNI si prendono cura del loro prezioso piumaggio.
Arriva vicino a noi un MARTIN PESCATORE che, con un tuffo fulmineo, cattura un pesce e se lo porta su un altro posatoio.

Gabbiano roseo e Martin Pescatore (foto G.Motta)


Sugli scogli sotto al martino, un gruppo di VOLTAPIETRE si riposa.

Voltapietre (foto G.Motta)

Ancora oltre vediamo i FENICOTTERI poi è il turno dei CORMORANI e di una miriade di anatre e limicoli che ci spinge ad andare avanti, verso la punta del Fangar.


Malgrado il sole a sfavore e la distanza degli animali riusciamo a riconoscere, tra i limicoli: CHIURLO MAGGIORE, PITTIMA MINORE, PIVIERESSA, PIOVANELLO PANCIANERA, PANTANA, PIRO PIRO PICCOLO, GAMBECCHIO, tra le anatre (oltre ai GERMANI REALI, in assoluto i più abbondanti): VOLPOCA, CANAPIGLIA, CODONE, MESTOLONE, FISCHIONE, MORETTA, MORIGLIONE, SMERGO MINORE.
Una riga nera all’orizzonte testimonia la presenza di migliaia di FOLAGHE.
I FALCHI DI PALUDE sorvolano incessantemente ogni zona del parco.

Per mezzo di una pittoresca chiatta attraversiamo l'Ebro, in modo da raggiungere la zona sud del Parco.
iniziamo la sua esplorazione a partire dallo stagno di Illa de Buda, nei pressi della quale si trova la bella torre d'avvistamento di Migjorn.

l'attraversamento dell'Ebro e la torre Migjorn

Qui la prima specie che vediamo è l’OCA SELVATICA, ma subito dopo la nostra attenzione viene catturata da un POLLO SULTANO, poi un altro, poi un altro ancora.
Mai visti così tanti polli sultani!
Nel breve tempo in cui restiamo in zona ne contiamo almeno una ventina.
Le GALLINELLE D’ACQUA ,vicino ai polli, non posso certo competere in bellezza!

panorama dalla torre Migjorn

Il nostro pellegrinaggio continua e ci rechiamo a La Toncada dove tre UPUPE sfarfallano davanti alla nostra auto.
Qui c’è un capanno che ci permette di osservare (anche se contro luce): FENICOTTERI, AVOCETTE, CAVALIERI D'ITALIA e diverse specie di anatre.
Ogni tanto si fanno sentire e vedere gli USIGNOLI DI FIUME ed i BECCAMOSCHINI.
Cerchiamo una zona che non sia controluce: il sole, oramai, è già basso.
Andiamo verso la Punta de la Banya, fino dove ce lo consente una lunghissima pista di sabbia.

sulla pista di sabbia verso le salines de la Trinitat

Qui è presente una consistente popolazione di GABBIANO CORSO.
Riusciamo a fotografarne uno, inanellato, ma, purtroppo, non abbiamo più tempo per raggiungere il capanno che si trova ad oltre un km dal parcheggio.
Ci rincuora un volo di PIOVANELLI TRIDATTILI che vanno a posarsi nel limo ormai rosato.

Il tramonto ci regala un Gabbiano corso (foto E.Critelli)

Ci dirigiamo verso l’Encanyissada.
Utilizziamo, per le ultime osservazioni con un cielo già infuocato, la piattaforma chiamata Casa de Fusta.
Qui decine e decine di FISTIONI TURCHI galleggiano beatamente nell’acqua calma.
Il becco rosso risalta ancora di più alla luce del tramonto.
Una SGARZA CIUFFETTO ha già trovato un posticino sicuro, tra le canne sotto la piattaforma, per passare la notte.

Le sagome degli uccelli perdono i contorni, il buio cancella i colori e le distanze.
Il silenzio ci avvolge.

cala il sipario su un infuocato delta dell'Ebro (foto G.Motta)

Senza dire una parola saliamo in auto, con gli occhi pieni di immagini.
Ci aspettano due ore di viaggio per raggiungere la periferia di Lérida, dove ceneremo e pernotteremo, e che sarà il punto di partenza per la terza giornata...


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