Nel nido della Luna


Su per la rampa che punta dritta al cielo
in cerca di sordoni inquieti e picchi muraioli
ci siam trovati infine, fermi e muti,
al centro esatto, dentro al nido della Luna.

Cava di roccia nuda e circolare
cerchio scavato, custode dello spazio d’altro mondo
tana nascosta al Sole ed alla luce
piana di quiete, fondo di clessidra,
dove l’aria si ferma e più non scorre il tempo.

E il cerchio ci fa attenti e prigionieri
a tastar palpiti, tra le ferite aperte nelle rocce
a catturare i voli brevi e lievi degli uccelli
che han per noi rapidi sguardi timidi d’allarme.

E Luna vola al ciglio del suo letto
scrutando immobile quei nostri gesti lenti
in dubbio se restare oppur partire
lasciando il nido a chi non sa che farne. 
 
Finché Sofìa non muove passi incerti
seguendo l’impazienza dei suoi anni
e un po’ si quieta, l’astro della notte,
da sempre madre e amica dei bambini.

E sale in cielo,
regina bianca in volo tra le stelle,
fino alle luci fredde del mattino
quando, come una perla immensa al dito della Terra,
farà ritorno dentro al nido della Luna.

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Ennio Critelli