Don Ciccio Ibrahim e la mafia dei taxi

7 - Don Ciccio Ibrahim e la mafia dei taxi


Non bastava il radiatore incontinente a movimentarci la giornata!
Al ritorno a Sharm l'autista del taxi ha pronta per noi una nuova sorpresa.

Questi, infatti, ha avuto il lavoro "in sub-appalto" da Ibrahim, con il quale abbiamo concordato il prezzo il giorno precedente.
Ibrahim, che ha un tipo di licenza con la quale può circolare solo all'interno della città, ci ha presentato questo nuovo conducente come suo fratello.
Ora questo "fratello" ha scoperto che "don Ciccio" (senza aver mosso un dito) terrà per sé una cospicua fetta del danaro che noi gli verseremo mentre a lui e al suo taxi sbuffante toccheranno, in proporzione, le briciole.
Fermi davanti all'Aida il driver pretende di riscuotere il tutto e tagliare fuori Ibrahim.
Dopo "ore" di contrattazione infruttuosa approfittiamo dell'improvvisa comparsa sulla scena di don Ciccio Ibrahim (detto il Gatto) per lanciare i soldi in mezzo
ai due contendenti e filarcela.

Memori di questa sgradevole esperienza, in una successiva occasione pretendiamo estrema chiarezza fin dall'inizio.
Convochiamo un tavolo delle trattative davanti all'albergo.
Presenti Mauro, il sottoscritto, Ibrahim ed un altro tassista, pretendiamo di sapere, davanti alle parti, a chi dobbiamo consegnare il malloppo a fine gita.
"I soldi li prendo io", dice il Gatto.
"Qualche problem?" chiediamo noi, guardinghi e risoluti.
Seguono decine di "No problem! no problem!" da parte egiziana.
"Se per voi no problem, no problem neanche per noi!" rispondiamo rincuorati.
Seguono sorrisi soddisfatti, strette di mano e reciproche pacche sulle spalle.
Stavolta siamo a posto! ci diciamo Mauro ed io.

Ovviamente, a fine giornata, fermi davanti all'Aida, il driver pretende di riscuotere il tutto e tagliare fuori Ibrahim.
Seguono ore di discussione....



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