Grandule tra le stelle

12 - Grandule tra le stelle


Una sera, sul bordo delle vasche, attendiamo le tenebre.
Abbiamo un appuntamento molto speciale.
Non è certo che verranno, naturalmente, come nulla è mai sicuro con gli uccelli, ma quella è l'ora delle Grandule del Lichtenstein: al calar della notte arrivano alle vasche per bere, stanno un poco e poi spariscono nel nulla, come fantasmi di predoni del deserto.

Siamo schierati e immobili sotto un cielo che si accende di stelle mentre le nostre stesse figure sbiadiscono lentamente, mescolandosi alla sabbia, confuse nei bagliori gialli e distanti della città.
Il tempo passa inesorabile ma nulla sembra muoversi in cielo se non le sagome lontane degli aerei.
Ormai è quasi buio e debole è anche la nostra speranza di riuscire ad avere un contatto con questa incredibile specie.
La tensione cala, anche se gli occhi di tutti non cessano di scrutare nell'oscurità e le orecchie sono tese a captare anche un debole richiamo.

Ancora non lo sappiamo ma, da qualche parte, uno stormo compatto è già in volo.

Con decisione e rapidi battiti d'ala saettano veloci a poca distanza dal terreno, che scorre via, rapidamente, sotto di loro.
Puntano diritte sulle vasche che si stanno immergendo nel buio mentre, alle loro spalle, gli ultimi chiarori rosa si dissolvono nel deserto.
Ala contro ala i battiti frenetici contrastano con la nostra statica attesa.
Fianco a fianco i loro becchi fendono l'aria ancora calda come piccoli aerei da caccia.
Finché, dall'alto, intravedono le nostre figure scure, ritte ed immobili.
Un piccolo scarto, un verso di contatto e due mondi si incontrano per una manciata di secondi, sotto lo sguardo lontano di Venere.
ECCOLE! grida Andrea, ed è come se azionasse il rallentatore.
I pochi attimi si dilatano attorno ai nostri corpi che ruotano in direzione dello stormo sbucato dal nulla.
Il tempo di impugnare i binocoli, rubare un'immagine sfrecciante e gli uccelli, sorpresi, picchiano in un avvallamento con sincronia perfetta e sono preda del buio.
Passeranno ancora, di lì a poco, sorvolando i nostri sguardi ormai annaspanti nel buio, regalandoci il verso che le identifica e, come frecce scagliate dal deserto, torneranno a volare tra le stelle. 


 

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Si fa presto a dire beduino!


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